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La Palude di Torre Flavia è a rischio: scatta un sopralluogo per salvarla

Tecnici della Regione e di Città Metropolitana a Ladispoli per studiare delle contromisure

Palude di Torre Flavia

LADISPOLI – E alla fine il sopralluogo alla Palude di Torre Flavia c'è stato. L'area, minacciata sempre più dall'erosione, rischia di sparire e anche la sindaca cerveterana, nelle scorse settimane, aveva lanciato un disperato appello, recepito dalla Pisana. A convocare il vertice, direttamente nell'oasi, la Direzione Demanio e Tutela del Patrimonio della Regione Lazio. In rappresentanza della Città Metropolitana di Roma Capitale, Loredana Sgroi e Corrado Battisti, quest'ultimo responsabile del monumento naturale istituito nel 1997. Erano presenti, oltre a tecnici e dirigenti regionali, anche il sindaco di Cerveteri, Elena Gubetti (aveva chiesto il sopralluogo parlando con l'assessore regionale al Demanio Fabrizio Ghera) e il consigliere comunale con delega alle Aree protette di Ladispoli, Filippo Moretti. È a rischio la sopravvivenza dell'habitat faunistico e floreale. La Regione Lazio, a cui compete la tutela della costa, ha avviato, grazie ad un accordo con l'Università di Roma Tre, uno studio del litorale del Lazio per monitorare i fenomeni erosivi ed evidenziare le zone maggiormente esposte sulle quali è necessario intervenire. Nell'ambito di questa convenzione verrà chiesta a Roma Tre un'analisi del tratto interessato dal sopralluogo con l'obiettivo di individuare, in sinergia con gli Enti interessati, la soluzione più idonea per garantire la messa in sicurezza di un'area protetta che rappresenta un valore storico e naturalistico per l'intera Regione Lazio. È corsa contro il tempo per gli interventi.


Volontari in azione per fronteggiare i danni 

Tra un mese intanto dovrebbe partire il piano di salvaguardia della costa ladispolana grazie a un finanziamento di 10 milioni di euro. La Palude però non è stata compresa nel progetto scatenando le preoccupazioni delle associazioni ambientaliste del territorio ma anche dei residenti. «Le recenti mareggiate – si espone Crescenzo Paliotta, consigliere comunale del Pd di Ladispoli - hanno danneggiato pesantemente la zona protetta. È un problema che si ripropone ormai da anni ma questa volta l'azione erosiva è stata ancora più violenta, causando danni a tutte le strutture poste per delimitare il confine tra spiaggia e Palude. Negli stessi giorni l'amministrazione comunale ha annunciato l'avvio dei lavori per la realizzazione delle barriere soffolte poste a protezione delle spiagge centrali. Nel piano approvato e messo a bando per l'appalto non si prevede purtroppo nessun intervento a difesa della linea di costa di fronte la fascia paludosa protetta di Torre Flavia». Si spera magari che le carte in tavola possano cambiare dopo il sopralluogo della Pisana. «Come gruppo consiliare – conclude Paliotta - chiediamo che il ribasso che si potrà ottenere in sede di ormai prossima aggiudicazione dell'appalto sia utilizzato in tempi brevi per realizzare, dopo uno studio delle correnti, l'opera necessaria per salvaguardare l'esistenza di una preziosa naturalistica ed ambientale. In alternativa si potrebbero utilizzare altri fondi regionali per l'emergenza ambientale».


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