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Presidio e tensione in piazza Regina Margherita: cittadini bloccano l'abbattimento dei lecci

Previsto per oggi l'intervento sui 16 alberi del mercato. Ma il comitato non si arrende

Presidio e tensione in piazza Regina Margherita: cittadini bloccano l'abbattimento dei lecci

CIVITAVECCHIA – Mattinata di tensione a piazza Regina Margherita sul taglio degli alberi. Decine di cittadini si sono radunati fin dalle prime ore del giorno davanti al cantiere del restyling da 3 milioni di euro finanziato con fondi Pnrr per impedire l’avvio dell’abbattimento dei lecci previsto proprio per oggi.

Secondo quanto riferito dai presenti, il presidio sarebbe partito intorno alle 5. In prima linea Roberta Galletta e altri esponenti del Comitato Salviamo gli Alberi, che hanno bloccato di fatto l’ingresso di mezzi e operai nell’area di cantiere. Sul posto sono intervenuti Polizia, Polizia locale, tecnici comunali e personale della ditta incaricata, mentre il clima sarebbe diventato via via più teso con il passare delle ore.

Al centro della protesta ci sarebbe ancora una volta il nodo del progetto di reimpianto degli alberi (16 lecci e 1 olmo). Il Comitato sostiene infatti che non sarebbe stato presentato, o comunque allegato agli atti, un piano di ripiantumazione delle alberature, richiamando a sostegno un atto della Soprintendenza del 2024. Un passaggio che, secondo i manifestanti, sarebbe indispensabile prima di procedere con il taglio.

Sempre stando a quanto ricostruito sul posto, la manifestazione non risulterebbe autorizzata: la comunicazione sarebbe stata trasmessa in modo non corretto e con tempi non compatibili. Le forze dell’ordine avrebbero quindi avvertito i partecipanti che, in caso di impedimento ai lavori, si potrebbe procedere con identificazioni e denunce.

Sul fronte politico, grande assente il Comune. Secondo quanto riferito dai manifestanti, il sindaco – contattato dalle forze dell’ordine – avrebbe ribadito l’intenzione di non incontrare il Comitato e di andare avanti con l’abbattimento. Sullo sfondo resta una piazza bloccata da mesi, con il mercato che continua a fare i conti con transenne, degrado e un cantiere che ancora non riesce a partire davvero.

Nella tarda mattinata prima l'assessore al Commercio Enzo D'Antò e poi quello all'Ambiente Stefano Giannini hanno raggiunto i manifestanti provando la via del dialogo e spiegando le ragioni che sono quelle degli ultimi mesi. In buona sostanza il dubbio del comitato sul progetto di ripiantumazione rimane, così come la volontà del Pincio di mettere la parola fine ad una vicenda trascinata per troppo tempo e per cui si rischia di perdere finanziamenti importanti dal Pnrr, con buona pace dei commercianti e degli operatori del mercato sempre più infuriati.

Inoltre ieri, come spiegato da Galletta nel corso della manifestazione, è stato presentato un esposto in merito alla vicenda e il Comitato resta in attesa dell'esito dell'accesso agli atti fatto la scorsa settimana in Soprintendenza.

Dal Pincio, però, la linea non cambia. L’assessore all’Ambiente Stefano Giannini tira dritto e rivendica la scelta di procedere per ragioni di sicurezza: «Ho mostrato il verbale del tavolo tecnico in cui la Soprintendenza ci dà il via libera a procedere all'abbattimento con prescrizioni. In compensazione sarà realizzato un piano di ripiantumazione di 12 lecci nella piazza e di circa 60 in giro per la città e questo è un dato di fatto. Fino ad oggi sulla vicenda è stata fatta una cattiva informazione che fa del male solo alla città, tenendo in ostaggio una intera piazza. Gli alberi sono compromessi ed è stato certificato anche dalla perizia dell'Università della Tuscia

Duro il capogruppo FdI Massimiliano Grasso: «Oggi a piazza Regina Margherita - ha detto - si è consumata un’altra brutta pagina: l’abbattimento degli alberi è stato rinviato solo grazie all’intervento dei cittadini. La Sovrintendenza ha vincolato l’avvio dei lavori a un piano di ripiantumazione che, a quanto risulta, ancora non c’è. Intanto si continua a parlare di fondi PNRR, ma con scadenza al 30 giugno e 500 giorni di lavori da contratto è evidente che i tempi non tornino. Il Sindaco si confronti con la città: serve fermarsi, rivedere il progetto e salvare quante più piante possibile, prima di creare altri danni invece di chiamare le forze dell'ordine per far identificare i cittadini che legittimamente chiedono il rispetto di questi alberi. Il Sindaco ci metta la faccia anziché delegare ai suoi assessori che creano solo confusione e si affronti il problema»

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