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Biodigestore, Civitavecchia C'è invoca chiarezza e responsabilità

Biodigestore, Civitavecchia C'è invoca chiarezza e responsabilità

Civitavecchia C'è interviene sul Consiglio comunale aperto dedicato al biodigestore previsto sul territorio cittadino, un impianto che molti residenti considerano dannoso per lo sviluppo futuro dell’area.

"Un Consiglio molto partecipato dai cittadini, un po' meno dai Consiglieri Comunali molti dei quali, anche per esigenza di tempo, hanno evitato un loro intervento ma che comunque saranno chiamati ad esprimere il proprio parere nell'apposito Consiglio Comunale che, speriamo all'unanimità, servirà ad emettere un documento atto ad esprimere, sia alla Regione che alla Città Metropolitana, il malcontento per quanto avvenuto fino ad ora passato sulla testa dei cittadini, senza alcuna possibilità di difendersi - hanno spiegato - comunque crediamo che i Sindaci dei paesi vicini, i sindacati e altri personaggi del settore, non sappiamo se non stati invitati oppure per propria volontà, hanno fatto venire meno la loro presenza, avrebbero potuto dare maggiore consistenza alle decisioni da prendere."

Per quanto ci riguarda vogliamo sottolineare che che quanto asserito in Consiglio Comunale circa la venuta a conoscenza della costruzione del Biodigestore non corrisponde a verità, poiché le prime autorizzazione sono state richieste nel 2019/20 quando Sindaco della Città Metropolitana era Virginia Raggi, poi seguita da Gualtieri, mentre ad inizio 2022 è stata rilasciata l'autorizzazione dalla Regione Lazio a guida Zingaretti, subito contestata dai cittadini che hanno apposto 4813 firme per manifestare contrarietà consegnate alla alla Regione Lazio ad Aprile del 2022 dalla nostra associazione.

Oggi siamo di fronte ad una realtà ovvero che due nostre Amministrazioni, seppure di colore diverso, dopo aver perso i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato sembrerebbero decidere, tramite i partiti che li compongono, di allearsi con i cittadini per respingere il pessimo sistema per lo smaltimento dei rifiuti. Allora ci sembra giusto decidere di chiedere alla Regione la revoca della Autorizzazione nonostante le difficoltà che potrebbero coinvolgerla. Altrettanto giusto riteniamo che un atto di questo genere debba essere supportato dalla Città Metropolitana, che nell'ambito dell'ambiente ha le competenze per il rilascio dei pareri.

Anche perché, onestamente, se le autorizzazione sono state rilasciate 6 anni fa, sono oltremodo superate da rivalutazioni in un concetto globale, come testimonia la centrale a carbone che sembrava cessare a dicembre 2025 mentre ora non più, quando ancora non si parlava di un nuovo porticciolo turistico, ora realtà, né una nuova bretella stradale con annessi e connessi, un ampliamento della discarica in aggiunta alle due già esistenti, una centrale a gas di Torre Sud sempre attiva, alle ipotesi di rifunzionamento del Campo Chimico di Santa Lucia e di altri sistemi di smaltimento rifiuti, alla mancata disattivazione della Torre Petrolifera, all'aumentato utilizzo del Forno Crematorio specialmente nel periodo Covid, all'aumento dei fumi provenienti dal porto a seguito del costante incremento del traffico crocieristico, al peggioramento dello stato del traffico.

Di questa analisi - hanno concluso - si dovrebbe fare carico la Città Metropolitana prima di emettere parere favorevole per altre servitù nel nostro territorio, ma se questo non dovesse avvenire come non avviene spetta ai nostri Amministratori vigilare, impedire, contrastare un Ente assurdo che per difendere e valorizzare Roma Capitale non esita neanche un secondo a danneggiare un altro Comune sempre la sua Provincia."

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