LAVORO
22 Settembre 2024 - 19:26
25 Febbraio 2026 - 03:42
CIVITAVECCHIA – La vertenza dei portalettere precari di Poste Italiane non si ferma. Sono diversi i civitavecchiesi che ormai da tempo si sono ritrovati prima assunti da Poste Italiane, poi messi a lavorare come precari e poi ancora scaricati nel limbo dell’incertezza. Alla fine si sono uniti al movimento “Lottiamo insieme” per far sentire più forte la loro voce. E in qualche modo ci sono riusciti, con azioni di sensibilizzazione e di protesta che non è escluso possano ripetersi a breve. Il grido d’allarme di Poste Italiane non ha lasciato indifferente il senatore del M5S Orfeo Mazzella, che non ha risparmiato critiche al Governo Meloni: «Intollerabile il silenzio degli esponenti del governo su quelli che sono diventati i cavalli di battaglia della premier – ha dichiarato il grillino – la stessa Meloni che, quando era all’opposizione, definiva Poste Italiane “presidio di legalità e di presenza dello Stato”. Il concetto di legalità appare vuoto e formale dinanzi alle ripetute violazioni di legge da parte dell’azienda portate alla luce dai precari». Parole forti quelle del senatore Mazzella: affermando che «Poste annualmente assume personale per varie mansioni, tra cui quella di portalettere. Ma a differenza di altri profili, ai quali solitamente si offre l’inserimento a tempo indeterminato o tramite stage, le assunzioni per portalettere vengono effettuate a tempo determinato di pochi mesi. Alla fine del rapporto di lavoro, che anche nel caso di due o più contratti a termine non supera mai la durata di un anno, è molto raro che si proceda alla stabilizzazione del personale precario. Poste, infatti, preferisce assumere migliaia di nuovi lavoratori precari – prosegue l’esponente del M5S - stabilizzando solo una minima parte di coloro già precedentemente selezionati, formati e occupati con contratto a tempo determinato». Mazzella in fine lancia un messaggio chiaro e forte: «Il lavoro può considerarsi tale solo se dignitoso, altrimenti si tratta di sfruttamento», motivo per il quale porterà la questione all’attenzione del Ministero.
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