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L'obiettivo di Latrofa: 4 milioni di crocieristi in tre anni

Il presidente dell'Adsp ha fissato un importante target. E punta su infrastrutture e sostenibilità ambientale

RAFFAELE LATROFA

Portare il porto di Civitavecchia a 4 milioni di crocieristi entro tre anni: è il traguardo fissato dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa, come si legge in un'intervista a Claudio Brachino per la trasmissione Primo Piano di Italpress. Un obiettivo che si inserisce in un più ampio processo di trasformazione infrastrutturale, energetica e logistica dei porti di Civitavecchia e Fiumicino.

Vogliamo traguardare l'obiettivo di arrivare a 4 milioni di passeggeri nell'arco di tre anni, soprattutto di quelli in turnaround

"Vogliamo traguardare l’obiettivo di arrivare a 4 milioni di passeggeri a Civitavecchia nell’arco di 3 anni, ma soprattutto di passeggeri turnaround, quelli che partono da Civitavecchia con la crociera e tornano a Civitavecchia". Il tutto accompagnato da un obiettivo anche qualitativo, per fare in modo che “i crocieristi che scendono a Civitavecchia per raggiungere Roma, magari treni che siano veloci e meglio collegati, lascino un’economia locale che si sviluppi in maniera più ordinata”.

Nel porto di Civitavecchia e in quello di Fiumicino abbiamo importanti opere infrastrutturali in corso” ricorda Latrofa, sottolineando che la priorità è “mantenere i cronoprogrammi in linea con le previsioni” e arrivare già quest’anno a “realizzare e definire opere importanti”. Tra queste, uno degli interventi più rilevanti riguarda gli oltre 80 milioni di euro destinati al Cold Ironing, sistema che permetterà per la prima volta alle grandi navi di spegnere i motori all’arrivo in banchina e alimentarsi solo tramite energia elettrica. Una rivoluzione destinata ad avere “ripercussioni positive per la città sotto l’aspetto ambientale”.

Accanto all’elettrificazione delle banchine, Civitavecchia vedrà anche la grande apertura a sud, una nuova imboccatura studiata per consentire la realizzazione di un marina yachting con insediamenti produttivi legati alla manutenzione e alla costruzione di imbarcazioni da diporto. Sul fronte opposto, a Fiumicino, Latrofa indica come priorità “completare la darsena che permetterà di delocalizzare i pescherecci attualmente lungo il canale”, creando così il primo nucleo del nuovo porto commerciale.

Il presidente dedica ampio spazio alla transizione energetica, altro pilastro della strategia. “Stiamo per realizzare il primo hub di hydrogen valley nel porto di Civitavecchia”, con produzione di idrogeno verde all’interno dell’interporto e un distributore di carburante dedicato. Una filiera completamente sostenibile: “L’idrogeno che viene prodotto a Civitavecchia è verde a circuito chiuso, derivando dall’energia solare”. A questo si aggiunge l’obiettivo di far arrivare “la prima locomotiva a idrogeno in un porto in Italia”, resa possibile grazie ai sei nuovi fasci ferroviari già realizzati nello scalo.

 

Di pari passo corre il tema dell’intermodalità: “Bisogna velocizzare il raccordo tra la città di Civitavecchia e Roma, senza interferire con i viaggiatori normali”, spiega Latrofa, ricordando che lo scalo è di fatto “il porto di Roma”. L’ingresso nella rete TEN-T europea è visto come uno strumento per “intercettare nuovi finanziamenti a livello europeo per le infrastrutture”.

 

Uno dei motori di sviluppo sarà anche la ZLS, appena approvata dalla Regione Lazio, definita “una possibilità di avere nuovi insediamenti produttivi con agevolazioni fiscali e una sburocratizzazione reale”, fattori che possono rappresentare un incentivo concreto per gli armatori.

 

Sul piano crocieristico, Latrofa sottolinea che si sta lavorando al prolungamento del grande antemurale, opera che “permetterà di aumentare ancora il già alto volume di crocieristi” e rafforzare la posizione dello scalo, oggi ai vertici del Mediterraneo. Di qui l’obiettivo dei 4 milioni, ma con un’attenzione particolare alla qualità: migliorare i collegamenti verso Roma e favorire ricadute economiche più strutturate sul territorio.

 

Un capitolo importante riguarda il rapporto porto-città. Latrofa cita la creazione di un hub formativo per i giovani di Civitavecchia e dei comuni limitrofi, per aiutarli a trovare impiego a bordo delle navi, realizzando “un’osmosi tra le città e i loro porti”. E annuncia iniziative culturali e sportive per avvicinare la popolazione allo scalo, dopo il protocollo “Sport nei porti”.

 

Guardando oltre il mandato, il presidente immagina un’eredità concreta: “Sto iniziando a lavorare all’idea di un museo navale all’interno del porto di Civitavecchia”, un progetto che si integrerebbe con l’afflusso quotidiano dei crocieristi e con l’identità marittima della città.

 

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