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Cold ironing a Civitavecchia: tempi certi e trasparenza per la salute dei cittadini

Il Gruppo Porti e Salute di ISDE Italia sollecita cronoprogramma e trasparenza per l’alimentazione da terra delle navi in sosta

Cold ironing a Civitavecchia: tempi certi e trasparenza per la salute dei cittadini

Il porto di Civitavecchia è uno snodo fondamentale per passeggeri e merci nel Mediterraneo, ma la sua vicinanza al tessuto urbano ne amplifica l’impatto sulla qualità dell’aria e sulla salute dei cittadini. In questo contesto, Medici per l’Ambiente – Gruppo di Lavoro Porti e Salute rivolge al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e alle istituzioni competenti la presente lettera aperta per sollecitare la rapida e trasparente attivazione del cold ironing, ossia la fornitura di energia elettrica da terra alle navi in sosta. Alla luce del recente quadro normativo nazionale e degli studi scientifici che documentano l’apporto emissivo delle attività portuali all’inquinamento cittadino, la lettera chiede un cronoprogramma definito, un modello gestionale chiaro, priorità alle banchine più vicine all’abitato e un sistema di monitoraggio pubblico dei risultati, affinché la modernizzazione infrastrutturale si traduca in un vero beneficio ambientale e sanitario per la comunità.

LA LETTERA INTEGRALE

Al Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale

Ing. Raffaele Latrofa

e, p.c.

Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Direzione generale per i porti, la logistica e l’intermodalità

Al Sindaco del Comune di Civitavecchia

Al Presidente della Regione Lazio

Al Direttore Generale di ARPA Lazio

Al Direttore Generale della ASL Roma 4

Al Presidente della Compagnia Portuale di Civitavecchia

Al Comandante della Capitaneria di Porto di Civitavecchia

Oggetto: richiesta di rapida e piena attuazione del “cold ironing” nel porto di Civitavecchia, nel quadro della tutela ambientale, sanitaria e della trasparenza amministrativa

Egregio Presidente,

con questa lettera aperta si desidera richiamare l’attenzione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale sulla necessità di assicurare, nel porto di Civitavecchia, la più rapida e piena attuazione del sistema di “cold ironing”, cioè dell’alimentazione elettrica da terra delle navi durante la sosta in banchina.

Il recente quadro regolatorio nazionale ha reso più chiaro il percorso amministrativo e gestionale per l’organizzazione del servizio nei porti italiani. Proprio per questo si ritiene che oggi non sia più il tempo di un’attesa indefinita, ma quello di una concreta accelerazione, accompagnata da trasparenza, verificabilità dei passaggi e misurazione dei risultati.

Per Civitavecchia questa esigenza è particolarmente rilevante. Il porto rappresenta uno dei principali nodi marittimi italiani per traffico passeggeri e merci, in un contesto nel quale la prossimità tra infrastruttura portuale e tessuto urbano rende inevitabile una forte attenzione alle ricadute ambientali delle attività di banchina. Da tempo è ormai noto che le emissioni navali durante l’ormeggio, prodotte dal funzionamento dei motori ausiliari, contribuiscono alla pressione emissiva locale e che il loro contenimento costituisce uno degli obiettivi fondamentali delle strategie europee di decarbonizzazione e di miglioramento della qualità dell’aria nelle aree portuali.

Nel caso di Civitavecchia esiste inoltre una base scientifica specifica che merita di essere tenuta presente. Uno studio pubblicato su Science of the Total Environment da ricercatori del CNR ha documentato un contributo significativo delle attività portuali agli inquinanti misurati nell’area di confine tra porto e città, mostrando come posizione delle banchine, condizioni meteorologiche e intensità delle attività navali possano incidere in modo non trascurabile sulla qualità dell’aria urbana. Questo elemento, da solo, sarebbe sufficiente a giustificare una particolare rapidità nell’attuazione delle misure più efficaci di riduzione delle emissioni in sosta.

A ciò si aggiunge un ulteriore profilo di responsabilità amministrativa. A Civitavecchia l’infrastruttura per il cold ironing non è una ipotesi astratta, ma un percorso già avviato. Proprio per questo appare necessario che alla realizzazione fisica delle opere segua, senza ritardi evitabili, la piena messa in esercizio del servizio, con chiarezza circa le modalità di affidamento, la sostenibilità economica, la struttura tariffaria, le responsabilità operative e i tempi effettivi di entrata in funzione.

In questa fase sarebbe particolarmente utile che l’Autorità di Sistema Portuale rendesse pubblico quale assetto attuativo intenda concretamente privilegiare nel perimetro definito dalla normativa vigente. La questione non è secondaria, perché diverse configurazioni organizzative possono incidere in modo diverso sui tempi, sui costi, sui meccanismi di controllo e sulla chiarezza delle responsabilità. Ciò vale sia nell’ipotesi di una concessione integrata, sia in quella di una gara per il servizio con più forte separazione tra gestione operativa e presidio pubblico, sia in eventuali modelli che prevedano una più articolata collaborazione tra soggetto pubblico e soggetto privato. In ogni caso, ciò che conta è che il modello prescelto sia reso pubblico, motivato e coerente con l’interesse generale del territorio.

Per queste ragioni è utile formulare alcune richieste puntuali, tutte pienamente ragionevoli e coerenti con il rilievo pubblico della materia:

1. pubblicare entro un termine definito, auspicabilmente entro 30 giorni, un cronoprogramma aggiornato relativo al completamento delle opere, ai collaudi, alla connessione alla rete, alle procedure di affidamento e alla progressiva entrata in esercizio delle singole postazioni;

2. chiarire pubblicamente quale modello gestionale e organizzativo si intenda adottare per il servizio, con indicazione sintetica dei criteri che hanno orientato tale scelta in termini di tempi, efficienza, controllo tariffario e responsabilità operative;

3. dare priorità, ove tecnicamente e amministrativamente possibile, alle banchine e ai traffici che presentano maggiore prossimità all’abitato e maggiore rilevanza sotto il profilo emissivo, così da massimizzare il beneficio ambientale e sanitario per la popolazione residente;

4. accompagnare l’attuazione del cold ironing con un sistema di monitoraggio pubblico basato su indicatori verificabili, comprendenti almeno il numero di postazioni effettivamente attive, le ore di energia elettrica erogata alle navi, la quota di navi collegate sul totale degli attracchi compatibili e l’andamento degli indicatori ambientali nelle aree porto-città;

5. istituire una forma di trasparenza periodica accessibile ai cittadini, ad esempio mediante aggiornamenti mensili essenziali e una relazione semestrale pubblica sullo stato di attuazione, sui risultati operativi e sui benefici ambientali osservabili;

6. promuovere un coordinamento stabile con i soggetti competenti sul versante elettrico e ambientale, così da prevenire criticità legate ai tempi di gara, all’adeguatezza della connessione di rete e all’effettiva disponibilità del servizio.

Queste richieste nascono dalla convinzione che il porto di Civitavecchia possa e debba diventare un esempio positivo di modernizzazione portuale compatibile con la salute pubblica, con la qualità dell’aria e con un importante rapporto di fiducia tra porto e città.

Il cold ironing non rappresenta infatti soltanto un adempimento tecnico o un obbligo derivante dall’evoluzione normativa europea e nazionale. In un territorio come quello di Civitavecchia esso può costituire una misura concreta, visibile e misurabile di riduzione delle emissioni evitabili durante la sosta delle navi, oltre che un segnale di attenzione istituzionale verso una popolazione che da anni vive con particolare sensibilità il tema del carico ambientale complessivo dell’area.

Per questo motivo si auspica che l’Autorità di Sistema Portuale voglia assumere su questo punto una iniziativa chiara, tempestiva e verificabile, rendendo il porto di Civitavecchia non soltanto destinatario di investimenti, ma vero luogo di attuazione efficace della transizione energetica portuale.

Con osservanza,

Dr. Giovanni Ghirga

Medici per l’Ambiente

Gruppo di Lavoro Nazionale Porti e Salute

ISDE Italia

*Gobbi GP, Di Liberto L, Barnaba F. Impact of port emissions on EU-regulated and non-regulated air quality indicators: The case of Civitavecchia (Italy). Science of the Total Environment. 2020;719:134984. doi:10.1016/j.scitotenv.2019.134984.

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