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Civitavecchia saluta la Flotilla: una barca parte verso la Sicilia

Alla Darsena Romana la tappa cittadina della mobilitazione per Gaza tra interventi pubblici e corteo fino alla Marina

Civitavecchia saluta la Flotilla: una barca parte verso la Sicilia

Il corteo a favore di Gaza di questa mattina

Oggi Civitavecchia è scesa in piazza a sostegno della Global Sumud Flotilla. Circa un centinaio di persone si sono mosse da piazza Guglielmotti verso il centro e poi fino alla Marina, mentre proprio dal porto cittadino una delle imbarcazioni della missione si preparava a lasciare la banchina in direzione della Sicilia, dove tra il 20 e il 25 aprile dovrebbe ricongiungersi con le altre barche italiane prima della fase successiva della mobilitazione. La missione, secondo gli organizzatori, prevede una partenza principale il 12 aprile da Barcellona e il coinvolgimento di oltre cento imbarcazioni da diversi scali del Mediterraneo.

Il momento centrale della giornata è stato alla Darsena Romana, dove si è tenuta la conferenza stampa ospitata dagli Amici della Darsena Romana e accompagnata dalla presenza del presidente Giovanni Testa, del rappresentante Usb Riccardo Petrarolo e dei referenti della missione.

A portare i saluti istituzionali è stato anche il consigliere comunale Dario Menditto. Poco dopo, l’imbarcazione è stata salutata dal corteo e scortata verso l’uscita, in un passaggio dal forte valore simbolico per una città di porto che, ancora una volta, ha scelto di trasformare il mare in luogo di messaggio politico e umano. Il programma della giornata, con corteo da piazza Guglielmotti, conferenza stampa al molo San Teofanio e arrivo alla Marina, era stato annunciato nei giorni scorsi dagli organizzatori.

Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, non ha usato mezzi termini e ha ribadito come Gaza «continui ad essere occupata illegalmente» e che l’obiettivo della missione non sia soltanto portare aiuti umanitari. Accanto al tentativo di rompere il blocco navale e terrestre, ha spiegato, ci sarà anche la volontà di accompagnare verso la Striscia medici, psicologi, costruttori, educatori e osservatori umanitari, persone pronte a restare per contribuire alla ricostruzione. Delia ha parlato di «invasione coloniale» e di una Gaza ancora sotto assedio, occupata al 70% dall'esercito israeliano, mentre Paolo De Montis – veterano della prima spedizione – ha ricordato i terribili momenti dell'attacco subito in acque internazionali.

Sulla stessa linea anche Riccardo Petrarolo (Usb), che ha ricordato come «le città di porto per loro stessa natura non si concepiscono in contrapposizione con altre città di porto», definendo quello su Gaza «un assedio di tipo medievale». Una lettura forte, che ha accompagnato una mobilitazione rimasta ordinata ma intensa, tra bandiere, striscioni e un saluto finale alla barca in partenza. Per Civitavecchia, più che una semplice tappa, è stata una giornata di presenza pubblica e di affaccio sul Mediterraneo in una delle crisi più drammatiche degli ultimi anni.

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