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Referendum: la Tuscia dice sì, ma vince lo status quo

A Viterbo il 57,08% si è espresso a favore, distanziato di oltre 15 punti percentuali il No

Referendum: la Tuscia dice sì, ma vince lo status quo

Una volontà netta, quella espressa da Viterbo e provincia, che esce dalle urne in merito al referendum costituzionale: Sì alla riforma della giustizia, Sì alla separazione delle carriere dei magistrati. Talmente chiara che il divario tra il Sì e il No è superiore agli oltre 10 punti percentuali. Nel capoluogo il 57,08% dei poco più di 51mila aventi diritto ha votato per il cambiamento mentre il 42,92% ha ribadito una preferenza a mantenere lo status quo. Situazione identica nella Tuscia dove più del 56,11% degli oltre 239mila elettori si è espresso per il contro un 44 percento che ha votato No.

I dati emersi dalle urne testimoniano un dato viterbese in netta controtendenza rispetto alle preferenze espresse dagli italiani sia a livello regionale che nazionale dove il fronte del No ha nettamente superato il 50%. Mentre le oscillazioni del sono rimaste confinate tra il 45-46%.

Il clamore di una campagna elettorale portata avanti senza esclusione di colpi, concentrata più sugli slogan che sui contenuti, e dai toni spesso inquietanti ed esageratamente sopra le righe per spaventare la gente delineando scenari drammatici, ha fatto accorrere le persone alle urne. Come testimoniano i dati di un’affluenza abbastanza rilevante rispetto ad altre consultazioni nelle quali si era registrato un alto tasso di astensionismo. All’ultima rilevazione, alla chiusura dei seggi alle 15, nella Tuscia la percentuale dei votanti è stata del 63,47%, superiore alle altre province laziali e con il capoluogo attestato al 63,74 percento. In media, l’affluenza nel Viterbese si è mantenuta superiore al 60% con un picco del 73,29 registrato ad Arlena.

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