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Discarica, la città si ribella: no all’ampliamento

Tra pareri sanitari negativi e tensione politica, il caso si riaccende. Alla Pucci Giannini e Mari tornano a parlare dell’ampliamento a Fosso Crepacuore. L’assessore all’Ambiente: «Avviato un tavolo con la Asl». La consigliera regionale: «Mobilitatevi»

Discarica, la città si ribella: no all’ennesimo ampliamento

Il Pincio ribadisce la sua netta contrarietà all’ampliamento della discarica di Fosso Crepacuore. Nel corso del consiglio comunale aperto sul biodigestore da 120mila tonnellate previsto a Monna Felicita, il tema è tornato con forza al centro del dibattito, intrecciandosi con l’altro grande fronte ambientale aperto sul territorio. L’iter autorizzativo per il nuovo bacino FC4, avviato dalla società Mad Srl e attualmente nella fase delle osservazioni pubbliche dopo la pubblicazione degli atti, rappresenta uno snodo cruciale. Un procedimento già segnato da criticità, tra cui il parere sfavorevole della Asl Roma 4 e la contrarietà espressa dal Comune.

L’assessore all’Ambiente Stefano Giannini ha letto in aula una nota ufficiale del sindaco: «Il Comune di Civitavecchia esprime ferma opposizione all’ipotesi di ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi in località Fosso Crepacuore». Una posizione motivata da «valutazioni sanitarie, ambientali e territoriali», in un contesto già «fortemente gravato da pressioni ambientali».

Giannini ha poi chiarito il quadro politico-amministrativo: «Abbiamo già dato parere negativo e avviato un tavolo con la Asl per avere una linea comune». E ha rilanciato il tema del piano rifiuti regionale: «Dov’è? Civitavecchia deve essere coinvolta, perché il futuro del territorio passa anche da lì».

Sul versante regionale, la consigliera di Fratelli d’Italia Emanuela Mari ha invitato alla mobilitazione: «Sul sito del Comune è stato pubblicato il progetto e ci sono 30 giorni per presentare osservazioni. Spero che ogni cittadino lo faccia». Un passaggio che, secondo Mari, rischia di essere decisivo: «Scongiuriamo da una parte il biodigestore e dall’altra apriamo all’ampliamento della discarica».

Mari ha inoltre richiamato i pareri sanitari negativi e la necessità di un riesame complessivo: «Bisogna tenere conto delle osservazioni delle comunità locali, degli enti territoriali e delle autorità sanitarie». E ha puntato il dito anche sul contesto più ampio, tra interessi industriali e gestione dei rifiuti nel Lazio.

Due procedimenti distinti, quello del biodigestore e quello della discarica, ma un unico nodo politico e ambientale: il futuro di Civitavecchia, stretto tra nuove autorizzazioni e una pressione crescente sul territorio.

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