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Biodigestore, esplode la protesta: in centinaia contro il maxi impianto da 120mila tonnellate

Dal sindaco ai consiglieri regionali, passando per i medici Isde: fronte compatto nel Consiglio comunale aperto sul progetto di Monna Felicita. Nuove azioni legali in arrivo: le tappe

Biodigestore, esplode la protesta: in centinaia contro il maxi impianto da 120mila tonnellate

Aula Pucci stracolma per il Consiglio comunale aperto sul biodigestore. Ancora una volta Civitavecchia ha ribadito la sua netta contrarietà al maximpianto da 120mila tonnellate che dovrebbe sorgere a Monna Felicita. Nel corso del pomeriggio si sono susseguiti interventi di membri del comitato, medici Isde e rappresentanti delle istituzioni cittadine, metropolitane e regionali.

Il passaggio forse più rilevante è arrivato dal presidente della commissione Ambiente, Ismaele De Crescenzo, che ha annunciato la ripartenza della battaglia legale su un terreno nuovo. Dopo l’incontro con i consulenti che hanno seguito la vicenda dal 2022, l’amministrazione intende chiedere formalmente la Vis, la valutazione di impatto sanitario, e su questa base tentare la riapertura complessiva della Via.

A supporto, ha spiegato De Crescenzo, ci sarebbero nuovi studi medico-scientifici sul biodigestore, approfondimenti sull’incidenza del porto e il tema dell’ampliamento della discarica, con la richiesta di un nuovo Paur. La linea è chiara: allungare il fronte del contenzioso e provare a spostare ancora in avanti i tempi, con il traguardo del dicembre 2027 per il termine lavori sullo sfondo.

Il sindaco Marco Piendibene ha insistito sull’unità di intenti tra istituzioni e cittadini, invitando a non trasformare il dibattito in una caccia al responsabile. Sulla stessa linea anche i consiglieri regionali Emanuela Mari e Marietta Tidei, entrambe intervenute per confermare la contrarietà all’impianto e la volontà di riaprire la partita in Regione.

Mari - ricordando le varie tappe della vicenda - ha annunciato una mozione sulla legittimità della proroga concessa da Città metropolitana e sulla possibilità di una nuova Via. Tidei ha richiamato il peso dei fattori di pressione ambientale già presenti sul territorio.

L’assessore Stefano Giannini ha ribadito il parere contrario del Comune, chiedendo che il tema venga affrontato dentro il nuovo piano rifiuti regionale. Giancarlo Frascarelli ha ricordato la mozione già depositata in Città metropolitana con Antonio Giammusso. Mauro Mocci, Giovanni Ghirga e Baldi, medici Isde, hanno espresso le ragioni del no portando studi scientifici e prove a supporto della loro tesi.

In aula sono intervenuti, tra gli altri, anche l’ingegner Giraldi per parlare dell'impianto di compostaggio da 7mila tonnellate fortemente voluto da Giannini che – secondo l'assessore – chiuderebbe il ciclo rifiuti del territorio e metterebbe fine alle “mire” esterne, Riccardo Petrarolo e il consigliere regionale Valerio Novelli.

A rendere ancora più pesante il quadro è il fatto che la contrarietà al biodigestore, ieri, non si è fermata alla sola dimensione politica. In Aula Pucci è emersa con forza anche la preoccupazione sanitaria e ambientale di un territorio che continua a sentirsi sotto pressione tra porto, traffico navale, centrale, ipotesi di ampliamento della discarica e nuove servitù.

Proprio su questo punto si è innestato il ragionamento dei medici Isde, che hanno richiamato studi, dati e criticità già note, sostenendo la necessità di rileggere oggi il progetto dentro un contesto molto più gravoso rispetto a quello fotografato anni fa. È qui che il fronte del no prova a giocarsi la partita più delicata: dimostrare che, al di là degli atti già rilasciati, il quadro complessivo è cambiato e che Civitavecchia non può più essere trattata come il luogo dove collocare tutto ciò che altrove nessuno vuole.

La prossima tappa sarà trasformare questa unità, emersa con forza all’Aula Pucci, in atti concreti davanti a Regione e Città metropolitana con il Comitato che si è detto pronto ad andare fino in fondo contro la realizzazione dell'ennesima servitù a schiacciare un territorio che ha già dato tanto, troppo.

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