MEMORIA STORICA
21 Marzo 2026 - 12:04
Stefano Foschi
In occasione del giorno di Santa Barbara, patrona dei minatori, la comunità di Allumiere ha rinnovato il proprio legame con una delle pagine più profonde e identitarie della sua storia. Questo importante momento di memoria è stato reso possibile dal gruppo GEM (Gruppo Esplorazione Mineraria), che ha pubblicato un video dedicato ai minatori del territorio, simbolo di sacrificio, coraggio e appartenenza.
Il video si apre con una toccante dedica a Riccardo Rinaldi, che “ha lavorato duramente perché la memoria non andasse perduta”, seguita da alcune suggestive immagini di Allumiere di inizio 900, introducendo lo spettatore in un viaggio nel tempo ricco di significato.
Il video, dal titolo “Minatori: il lavoro e la vita alle ultime miniere di Allumiere”, è stato realizzato con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale sulla base di immagini fotografiche originali dell’epoca, messe a disposizione da collezioni, archivi e prelevate da vecchi giornali e dalla rete.
L'autore di questo video è Stefano Foschi, da sempre molto legato al territorio di Allumiere per aver trascorso qui buona parte della sua vita per via delle origini materne. Fin da bambino Stefano Foschi si è sempre interessato alla storia mineraria di Allumiere.
Questo suo interesse lo ha portato anche a confrontarsi spesso con Riccardo Rinaldi raccogliendone idealmente il testimone: quello di custodire e tramandare la memoria mineraria di Allumiere.
Ed è proprio nel ricordo di Rinaldi che Foschi ha voluto aprire questo video, dedicato a tutti quei minatori che hanno speso la propria vita in questo duro lavoro.
Un impegno che ha richiesto un grande dispendio di tempo ed energie: ogni fotografia è stata accuratamente restaurata e, con l'aiuto dell'AI, valorizzata trasformandola in un'immagine video animata in modo preciso, mantenendo però la sua autenticità originaria. Un risultato mai raggiunto prima per il territorio di Allumiere, capace di unire innovazione tecnologica e memoria storica in modo profondo e rispettoso.
Nel video scorrono immagini e riferimenti a luoghi simbolo della storia mineraria locale (riguardante il periodo 1905–1980), probabilmente oggi sconosciuti a molti: dal cantiere Forno (con gli ingressi al livello Santa Barbara, al livello Ponte e la discenderia Bensa), alla cava Gangalandi, fino allo stabilimento delle terre refrattarie de La Bianca; dalla miniera Bomprini Parodi Delfino della Roccaccia (con gli impianti inferiori e superiori e le fasi di coltivazione del giacimento nel sottosuolo) alla festa di Santa Barbara con tanti bambini figli dei minatori, passando per figure e storie come quella di Luigi Deiana, noto come “il bandito della Roccaccia”. Presenti anche le foto dei minatori della cooperativa del caolino "Giovanni Da Castro" e le immagini della messa per Santa Barbara al caolino di Rotella, quelle della miniera della Società Monte Amiata e la relativa scuola allievi minatori, passando per le immagini dell’esplorazione dei primi anni ’80 della miniera di Santa Barbara effettuata dallo stesso Rinaldi insieme ai fratelli Pistola, fino alla cava Italcementi di Rotella, ultima testimonianza dell’attività mineraria di Allumiere.
Le prime ad esprimere gratitudine a questo lavoro sono le figlie di Riccardo Rinaldi, Antonella e Anna, che hanno elogiato Foschi e il GEM per aver realizzato e messo a disposizione su internet un’opera così intensa e capace di mantenere vivo il ricordo del padre.
Il video, incentrato sulla vita e il lavoro dei minatori, ha profondamente colpito la comunità: sono tantissimi i cittadini che si sono dichiarati commossi davanti a un racconto così autentico, intenso ed emozionante. Molti lo hanno riconosciuto come un documento di grande valore storico culturale che meriterebbe di essere presente in modo permanente in una delle sale del museo Civico di Allumiere. Un lavoro che restituisce dignità e voce ai minatori e che, come recita il messaggio che accompagna il progetto, ricorda come “il loro coraggio, scolpito nella roccia, illumini ancora oggi il nostro presente”.
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