Iubilemus Deo
21 Marzo 2026 - 01:23
'Ensemble Eretum e Daniela Barbara
Un Duomo di Tarquinia gremito e un pubblico conquistato dall’inizio alla fine: il concerto dell’Ensemble Eretum, ospite del festival “Iubilemus Deo”, si è trasformato in un successo.

Il progetto “Eternal Source”, ideato dall’ensemble e al suo debutto, ha guidato gli ascoltatori in un percorso musicale di grande fascino attraverso la musica sacra europea e americana, superando confini di stile e di epoca e restituendo al sacro una dimensione universale e condivisa.


Protagonista un quintetto di ottoni di altissimo livello artistico, che ha offerto una prova impeccabile per precisione, equilibrio sonoro e ricchezza timbrica. Gli ottoni hanno dato vita a un vero e proprio “organo vivente”, capace di trasformare il Duomo in uno spazio sonoro potente e avvolgente. Insieme al quintetto, la soprano Daniela Barbara (Accademia Nazionale di Santa Cecilia) ha regalato una prestazione straordinaria, conquistando il pubblico con una voce luminosa, elegante e di grande intensità.
Il concerto si è aperto con il “Preludio e Fuga in do minore” di Bach, pagina di straordinaria architettura sonora che ha subito messo in evidenza la compattezza e la precisione del quintetto. L’atmosfera si è poi fatta più intima con “Bist du bei mir”, celebre aria dove la dolcezza della melodia ha trovato una resa particolarmente suggestiva nell’abbraccio sonoro degli ottoni e della voce. Tra i momenti più intensi della prima parte del concerto, l’aria “Eternal Source of Light Divine” di Händel ha offerto un’atmosfera di pura luce e contemplazione, con la tromba solista e la voce del soprano intrecciate in un dialogo di grande raffinatezza.

La seconda parte ha condotto il pubblico nel mondo degli spiritual e del gospel, rivelando tutta la versatilità dell’ensemble. Il soprano ha emozionato con l’intenso spiritual “Lord, How Come Me Here”, eseguito in una versione per voce sola di grande forza emotiva. A seguire, l’intramontabile “Amazing Grace” ha fatto vibrare il Duomo con il suo messaggio universale di speranza e redenzione, mentre “Swing Low, Sweet Chariot” ha trascinato il pubblico con il suo ritmo energico e coinvolgente.

Il concerto si è concluso con la suite “Three Spirituals”, culminata nel brano “Witness”, dove voce e ottoni hanno dato vita a un finale di grande energia e partecipazione. Lunghi e calorosi applausi hanno salutato l’ensemble al termine della serata: un esordio che non poteva essere più felice.
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