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Animali alieni

I nuovi predatori della Palude: due tartarughe azzannatrici catturate dalla Forestale

L’allarme degli esperti: «Possono recidere un dito»

Tartaruga azzannatrice

 LADISPOLI – Seconda tartaruga azzannatrice catturata in pochi giorni: ora è allarme in Palude.

A Torre Flavia preoccupa la presenza di questi esemplari apparentemente innocui ma particolarmente aggressivi se a contatto ravvicinato. I responsabili del sito protetto hanno lanciato subito l’allarme sfruttando anche i canali social.

«Sono state ritrovate proprio nella nostra area – spiega Corrado Battisti, biologo e gestore della riserva protetta di Ladispoli e Cerveterie sono state recuperate da volontari e dalle guardie ecozoofile del Nogra, poi conferite al centro Cites per animali esotici e pericolosi dai Carabinieri Forestali del comando di Civitavecchia».

Si tratta di una specie alloctona e invasiva, cioè introdotta dall’uomo, probabilmente attraverso il commercio di animali esotici, vietata dal 1996 in Italia almeno per quanto riguarda questa specie. Qualcuno poi ha deciso di abbandonare un esemplare nelle acque pubbliche.

Tartaruga che comunque predilige acque stagnanti con fondo melmoso e ricche di vegetazione e la palude di Torre Flavia sarebbe perfetta proprio per le sue caratteristiche.

La tartaruga aliena catturata

L’invito degli esperti è sempre quello di non avvicinarsi troppo perché è un predatore con una sorprendente velocità che è in grado, con il proprio morso, di recidere anche la falange di un dito.

«Tutti coloro che trovano sui sentieri dell'area protetta tartarughe azzannatrici – prosegue Battisti - non devono toccarle. Questa specie è mordace e può infliggere ferite profonde alla mano. È riconoscibile perché oltre al carapace increspato presenta una lunga coda che la caratterizza. Nei prossimi giorni partiremo con un progetto di rimozione di questi animali alloctoni dalla palude».

Una riproduzione sfrenata delle azzannatrici o scientificamente definite “Chelydre serpentine”, potrebbe causare danni all’ecosistema già interessato dal popolamento dei granchi di colore blu che sono finiti pure in commercio in pescherie, ristoranti e supermarket ma nello stesso tempo hanno iniziato ad impattare in modo permanente con l’ecosistema faunistico.

La presenza di individui riproduttivi in natura degli esemplari alieni potrebbe portare a una espansione incontrollata della popolazione, con conseguenze difficili da gestire per gli operatori dell’oasi alle prese in queste settimane pure con i danni provocati dalle mareggiate.

Un fenomeno già arginato in passato quando arrivarono esperti e studiosi in Biodiversità e Gestione degli ecosistemi all’università di Roma 3 per collocare basking trap, o meglio zattere solari per poter catturare le testuggini straniere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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