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Niente usi civici a Tenuta delle Mortelle, l’Agraria impugna la delibera regionale

Nei giorni scorsi l’ente ha dato l’ok all’affidamento dell’incarico al legale che si occuperà dell’iter per un compenso di 8.500 euro. Tra le motivazioni il fatto che la Regione citi sentenze attualmente impugnate, anticipando l’esito di procedimenti «giurisdizionali in corso»

Niente usi civici a Tenuta delle Mortelle, l’Agraria impugna la delibera regionale

CIVITAVECCHIA – L’Università agraria di Civitavecchia impugna la delibera 414 della Regione Lazio che, sostanzialmente, dichiarava l’inesistenza di usi civici su Tenuta delle Mortelle.

Nei giorni scorsi si è riunito il comitato esecutivo dell’ente di viale Baccelli per deliberare in merito all’affidamento dell’incarico all’avvocato che si occuperà di impugnare la deliberazione della Giunta Regionale del Lazio 414 del 12-06-2024 con un ricorso al Tar del Lazio, proponendo anche la sospensione dell’efficia del provvedimento impugnato.

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L’Agraria sborserà, quindi, 8.500 euro per andare ad opporsi all’atto accolto positivamente da centinaia di famiglie civitavecchiesi come spiegava proprio l’assessore regionale Giancarlo Righini: «Finalmente per merito della Giunta Rocca, cinquecento famiglie della zona nord di Civitavecchia potranno mettere a terra i loro progetti e programmare il loro futuro con maggiore serenità e fiducia. Ringrazio la direzione regionale agricoltura per l'ottimo lavoro svolto dopo aver preso atto di quanto già accertato nelle sentenze sia del commissario per la liquidazione degli usi civici del Lazio, Umbria e Toscana e sia di quelle passate in giudicato che hanno accertato la natura allodiale della Tenuta delle Mortelle».

Nelle motivazioni che spingono l’Agraria ad impugnare l’atto c’è la tutela degli «interessi - si legge - e i diritti della collettività civica civitavecchiese». Tra le considerazioni espresse nella delibera 41 del 6 agosto l’ente sostiene che la Regione, citando le sentenze - tutte impugnate dall’ente -, anticipa l’esito di procedimenti «giurisdizionali in corso» e ignora «la pendenza di contenziosi non ancora definiti».

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