Ottimo Consiglio
Viterbo
31 Marzo 2026 - 21:40
Il crollo del tetto di palazzo Donna Olimpia in via San Pietro riaccende le polemiche sulla salvaguardia del centro storico e dei suoi beni storico-artistici. Se è vero che il recupero dell’intera struttura, che complessivamente misura oltre 5 mila metri quadrati, avrebbe dei costi non gestibili con l’attuale trend economico locale e internazionale, com’è stato detto da esponenti di Palazzo dei Priori, il crollo del tetto di un palazzo di alto valore culturale è l’emblema del degrado di tanti palazzi e monumenti cittadini.
La maggioranza Arena aveva presentato un progetto di project financing per oltre 10 milioni di euro ma non se n’è fatto più nulla per l’inattività del soggetto economico deputato ai lavori e per il progressivo peggioramento del quadro economico generale.
I residenti della zona di San Pellegrino e San Pietro commentano impietosi «il quadro vergognoso che si delinea passando davanti il palazzo di Donna Olimpia – dice Marco – agli occhi soprattutto dei turisti. Non bastano i transennamenti per evitare che un fruitore del centro storico viterbese osservi il degrado e l’incuria. Un palazzo dei pregio abbandonato e, ora, il vero rischio è l’incolumità pubblica. Il crollo del tetto è solo l’effetto finale di anni di chiacchiere e di inattività della politica».
Franca, residente di via San Pietro, pone l’attenzione sul fatto che «si sapeva da anni che il palazzo stava cedendo e, prima o poi, da qualche parte una parte sarebbe venuta giù. Nulla si muove finché non succede qualcosa di grave, ora ha ceduto il tetto, domani potrebbe cadere qualche parte muraria contro i pedoni. Parlare di mancanza di fondi per il recupero della struttura storica come giustificazione è solo incoscienza pura».
Marco, commerciante della zona, è ancora più pessimista. «Qui siamo sul lastrico. Il centro storico è ormai desertificato o quasi, ci si mettono le guerre internazionali ma anche l’inettitudine locale. A Viterbo un palazzo storico di valenza culturale immensa sono decenni che é nell’abbandono e, tutto ciò, favorisce l’assenza di turisti e, ora, anche il rischio per l’incolumità pubblica. Non ho altro da aggiungere».
Antonella, giovane universitaria, dice che «fa impressione vedere un edificio così importante ridotto così. È il simbolo dell’abbandono. Il centro potrebbe essere bellissimo, invece sembra lasciato a se stesso».
La politica ha sferzato il crollo del tetto di palazzo Donna Olimpia. In particolare Andrea Micci della Lega, nei giorni scorsi, aveva criticato il modus operandi della maggioranza Frontini che agirebbe per spot con molto fumo e poca sostanza.
Francesca, residente a Pianoscarano, dice che «da anni si conosce lo stato di abbandono del palazzo su via San Pietro, quello che lascia sgomenti è che non si siano mai previsti i rischi per l’incolumità pubblica in una zona in cui le auto passano di frequente e in cui insistono, a pochi metri, una scuola e San Pellegrino. Insieme vengono meno decoro pubblico, attrazione turistica e, soprattutto, la sicurezza per chi passa da via San Pietro».
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