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Ottimo Consiglio

Svolta green per Civitavecchia: in arrivo la TAU (Tariffa Aria Urbana)

Il tema ambientale è da sempre uno dei punti che tocca sensibilmente la collettività. E da qui, probabilmente, nasce l’idea di rispolverare “Aeris Lex”. Un Regio Decreto ambientale, praticamente sconosciuto e mai davvero applicato in tutta l’epoca repubblicana. Oggi sembrerebbe sia stato sorprendentemente rispolverato dall’assessorato locale, come nuova misura di politica green. Un provvedimento che già affermava un principio semplice e in un certo senso rivoluzionario: l’aria, bene comune per eccellenza, ha un valore.

Da qui l’idea – che nelle ultime settimane starebbe circolando con insistenza nei corridoi del Pincio – di introdurre una misura tanto innovativa quanto – molto probabilmente - destinata a far discutere: la TAU - Tariffa Aria Urbana, inserita nel nuovo Piano Integrato di Compensazione Atmosferica (PICA). In poche parole, una “tassa sull’aria”.

Il progetto troverebbe terreno fertile proprio a Civitavecchia, città simbolo di un rapporto complesso con l’ambiente. Dalle vecchie centrali ad olio combustibile, alla conversione a carbone dei primi anni Duemila, fino all’impatto delle navi in porto e al traffico urbano: qui il tema dell’inquinamento atmosferico non è mai stato secondario.

Eppure, qualcosa negli ultimi anni è cambiato. La centrale a carbone ha chiuso (salvo riserve strategiche) definitivamente i battenti nel dicembre 2025, mentre prosegue la mobilitazione contro l’ipotesi biodigestore (che si allontana). Parallelamente, l’introduzione del cold ironing nel porto promette di ridurre drasticamente le emissioni delle navi in sosta grazie all’elettrificazione delle banchine. Senza dimenticare il progetto di ZTL nel centro cittadino, pensato per alleggerire il traffico e migliorare la qualità dell’aria.

In questo contesto, l’amministrazione comunale sembrerebbe pronta a lanciare un messaggio chiaro: dopo industria e infrastrutture, ora tocca anche ai cittadini fare la propria parte per l’ambiente.

La TAU prevederebbe un contributo simbolico di circa venti euro l’anno per ogni residente. Una cifra modesta, quasi impercettibile per il singolo, ma che – moltiplicata per gli oltre cinquantamila abitanti – consentirebbe di raccogliere circa un milione di euro annui.

Risorse che, secondo le indiscrezioni, verrebbero destinate interamente a interventi di riforestazione urbana, con l’acquisto e la piantumazione di nuovi alberi sul territorio comunale. Un meccanismo che punta a trasformare un gesto quotidiano e inevitabile, come respirare, in un atto di consapevolezza collettiva. Non una tassa punitiva, assicurano i sostenitori dell’iniziativa, ma un contributo etico: un modo per restituire all’ambiente parte di ciò che ogni giorno si utilizza senza pensarci.

La misura rappresenterebbe, di fatto, la maggior novità nel prossimo bilancio preventivo. Tra entusiasmo e perplessità, il dibattito è già pronto ad accendersi: c’è chi parla di provocazione intelligente e chi, invece, storce il naso di fronte all’idea dell’ennesimo “balzello” anche sull’aria che si respira.

Non serve indignarsi o rallegrarsi troppo della notizia: occorre il giusto tempo per comprenderla a fondo e metabolizzarla. Magari giusto il necessario per arrivare alla fine dell’articolo e ricordare che, in fondo, il primo aprile… tutto è possibile.



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