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Allarme Ugl: Civitavecchia Servizi Pubblici rischia il collasso tra debiti e privatizzazioni

Il sindacato chiede un cambio di rotta: debito oltre 4 milioni, ritardi nei pagamenti ai fornitori e privatizzazioni che svuotano Csp

Allarme Ugl: Civitavecchia Servizi Pubblici rischia il collasso tra debiti e privatizzazioni

Ugl Civitavecchia lancia l’allarme sulle condizioni economico-finanziarie di Civitavecchia Servizi Pubblici e chiede un cambio di rotta per evitare un nuovo ridimensionamento dell’azienda.

A esprimere la posizione del sindacato è la segretaria Fabiana Attig, che parla di una situazione che merita «la massima attenzione» e sulla quale il sindacato è pronto a intervenire.

«Ugl Civitavecchia intende manifestare la propria profonda preoccupazione per le condizioni economico-finanziarie in cui versa la società comunale Civitavecchia Servizi Pubblici - afferma Attig - dall’analisi della situazione emerge come la gestione dei conti risulti fortemente condizionata da partite contabili che non si traducono in effettive disponibilità finanziarie

Secondo il sindacato, questa dinamica starebbe producendo un progressivo aumento dell’indebitamento. «Il risultato è un incremento vorticoso del debito: a fine 2025 il debito complessivo superava i 4 milioni di euro - sottolinea Attig - una dinamica che rischia di trascinare la società in una spirale finanziaria dalla quale sarà estremamente difficile uscire».

A destare ulteriore allarme sono anche le segnalazioni relative ai rapporti con i fornitori. «Numerose segnalazioni riguardano mancati pagamenti verso fornitori, alcuni dei quali sembrerebbero non garantire più la continuità dei servizi e delle forniture. Una situazione che desta preoccupazione non solo per la stabilità aziendale, ma anche per le possibili ripercussioni sui servizi resi ai cittadini».

Il sindacato richiama poi il confronto con il recente passato. «Dopo la crisi del periodo 2014-2019, Csp - ricorda Attig - era riuscita con grande fatica a rialzarsi. Oggi invece appare nuovamente esposta a un progressivo indebolimento, aggravato da una evidente mancanza di prospettiva industriale».

Nel frattempo, osserva la Ugl, l’amministrazione comunale starebbe proseguendo nel percorso di esternalizzazione di diversi servizi. «Sono già stati esternalizzati il PIT, gran parte dell’assistenza scolastica e il trasporto pubblico locale - evidenzia Attig - la nuova fase di privatizzazioni, inizialmente prevista per il 31 marzo, è stata rinviata al 30 giugno 2026. Sarebbero prossime alla privatizzazione anche la segnaletica stradale e la gestione delle Terme della Ficoncella».

In prospettiva, alla società resterebbero quindi pochi servizi. «Alla Csp rimarrebbero soltanto l’igiene urbana — fino al passaggio al gestore dell’ambito territoriale di riferimento —, i parcheggi e le farmacie comunali. Non risulta, al momento, alcun piano concreto per l’individuazione e l’attivazione di nuovi servizi, né progetti di investimento o iniziative per migliorare la qualità delle prestazioni offerte ai cittadini». Per la UGL il rischio è quello di rivivere una stagione già vista. «Riteniamo che si stia riproponendo una fase di progressivo ridimensionamento, simile a quella vissuta tra il 2014 e il 2019», afferma la segretaria.

Per questo il sindacato annuncia un monitoraggio costante. «Vigileremo attentamente sull’attuazione del Piano industriale e sulla stabilità occupazionale di tutti i lavoratori coinvolti nei processi di reinternalizzazione o privatizzazione dei servizi - conclude Attig - siamo pronti a proporre iniziative concrete finalizzate al rilancio della società, con l’obiettivo di arrestare il processo di depauperamento che si sarebbe intensificato negli ultimi due anni».

Ugl ribadisce infine «la propria disponibilità al confronto, nell’interesse dei lavoratori, della stabilità aziendale e della qualità dei servizi pubblici offerti alla cittadinanza».

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