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Racconti dell’aria

L’ultimo dei pistoleri

Durante la guerra del Vietnam, l'F-8 rappresentò l'unico aereo progettato specificamente come caccia, dimostrando una notevole letalità contro i temibili MiG e conseguendo il miglior rapporto di abbattimenti del conflitto

F-8E

F-8E 1/48 di Paolo Colaiacomo

Nel 1952, la Marina degli Stati Uniti emanò una specifica per un caccia dotato di cannoni da 20 mm, capace di volare ad una velocità minima di Mach 1,2, di salire a 127 m/s, di raggiungere una tangenza di 15.850 metri e di avere un raggio d'azione di 550 km.
In risposta a questa richiesta, nel maggio 1953, fu selezionata la proposta del team della Vought, guidato da John Russell Clark, con il V-383, poi ridesignato XF8U-1.
Questo aereo volò per la prima volta il 25 marzo 1955, sotto il controllo del pilota John Konrad. Non solo superò la velocità del suono, ma ebbe così pochi problemi che il secondo prototipo volò lo stesso giorno del primo aereo di produzione.

Questo aereo effettuò prove di operatività sulla portaerei Forrestal nel marzo 1957 e sulla stessa nave, divenne operativo il primo Squadron di questo caccia, nel frattempo denominato F-8 Crusader (Crociato).
Una caratteristica distintiva dell'F-8 era l'ala ad incidenza variabile: non era costituita da due semiali fissate alla fusoliera, ma da un'unica ala incernierata al troncone nella zona posteriore, mentre la parte anteriore era fissata a un pistone idraulico che permetteva di sollevarla. In questo modo, era possibile incrementare l'angolo d'incidenza di 7 gradi e, di conseguenza, la portanza durante la fase di appontaggio, senza modificare l'inclinazione della fusoliera, mantenendola quasi orizzontale e consentendo una visibilità ottimale al pilota.
La fusoliera, con diverse parti in titanio, rispettava la regola delle aree, mentre le ali erano dotate di eccellenti dispositivi di ipersostentazione e gli innovativi "denti di cane"sul bordo d'attacco alare. F-8E 1/72 di Paolo Colaiacomo

F-8E 1/72 di Paolo Colaiacomo

Questa soluzione, apparentemente insignificante, in realtà era molto ingegnosa, in quanto induceva un vortice sull’ala utile per controllare l’estensione dello strato limite nel senso della larghezza, aumentando la portanza e migliorando la resistenza allo stallo.
Il Crusader era dotato di un armamento interno costituito da cannoncini Colt-Browning Mk-12 Mod.3 da 20 mm, con una cadenza di 1000 colpi al minuto e una capacità di 125 o 144 colpi per arma (500-576 colpi totali). Questi potevano essere selezionati a gruppi di due per raddoppiare la durata del tiro. Inoltre, nelle prime versioni, era presente un lanciatore centrale retrattile per 32 razzi Mighty Mouse, poi eliminato a causa della scarsa precisione dell'arma.
La dotazione aria-aria comprendeva da 2 a 4 missili AIM-9 Sidewinder, montati su rotaie a forma di "Y" nelle versioni F8U-2 e successive, ai lati della fusoliera. Per l'attacco al suolo, era possibile montare 8 razzi Zuni da 127 mm al posto degli AIM-9 e, sui due piloni alari, 1800 kg di carichi, comprendenti, tra l'altro, 4 pod LAU-10 con 4 razzi Zuni da 127 mm, 4 pod per 19 razzi FFAR da 70 mm, 2 AGM-12A/B Bullpup, 12 bombe Mk-81, 8 MK-82, 4 MK-83, 2 Mk-84 o 2 Mk 77 incendiari.
L'F-8E aveva un radar Magnavox AN/APQ-94 a impulsi nel sistema di controllo del fuoco AWG-4.
Operava in banda I (8,7-9,6 GHz), con un'antenna di 53cm di diametro e poteva essere selezionata una portata di ricerca di 32 o 64 km. Il radar rilevava un caccia come un MiG a 48 km e un grande bombardiere a 80 km.
Disponeva, inoltre, di un sensore IRST all'infrarosso AN/ASS-15 al seleniuro di piombo raffreddato ad azoto, asservito al radar, con una portata di 20-30 km contro aerei subsonici. L'azimuth del bersaglio, ossia l'indicazione della direzione di un altro aereo rispetto all'osservatore, era presentato sullo schermo radar.
Il caccia era alimentato da un propulsore Pratt & Whitney J57, considerato il più innovativo per l'epoca. Sviluppato negli anni '50, fu il primo motore a reazione di produzione statunitense a raggiungere una spinta di 10.000 libbre (5.171 kg/sp) a secco e 8.165 kg/sp con postbruciatore attivato. Inoltre, il J57 impiegava un compressore a doppio rotore, il quale migliorava l'efficienza del consumo di carburante e l'accelerazione rispetto ai motori precedenti. L'F-8E aveva un limite operativo di 1,8 Mach a 10.668 metri di altitudine, superabile per un massimo di 5 minuti. Con 2 AIM-9, la velocità massima era di 1,74 Mach, mentre con 4 AIM-9 era di 1,68 Mach, mentre poco superiore a Mach 1, a livello del mare, anche in configurazione "pulita".
Il caccia della Vought dimostrò le sue piene potenzialità a partire dal 1965, durante la guerra del Vietnam, dove poteva operare anche da piccole portaerei, dove altri aerei (come l'F-4 Phantom) non potevano atterrare. Durante i dogfight con i noti MiG-17 e MiG-21, il Crusader si distinse per la sua maneggevolezza e potenza, riuscendo a prevalere con un incredibile kill ratio di 18 aerei abbattuti a fronte di soli 3 F-8 persi: un rapporto di 6 a 1, superiore a qualsiasi altro aereo, incluso l'F-4. Il Crusader fu soprannominato "Last of the Gunfighters", ossia l'ultimo dei pistoleri, poiché, a differenza di altri velivoli, poteva contare su 4 cannoni interni, oltre ai missili.
F-8E 1/48 di Paolo Colaiacomo

F-8E 1/48 di Paolo Colaiacomo

Nonostante l'F-4 Phantom fosse più avanzato e versatile, il Crusader era considerato dai piloti il miglior caccia dogfighter a disposizione della Marina statunitense, caratterizzato da velocità, agilità e letalità, soprattutto nei combattimenti ravvicinati.
Nonostante i suoi cannoni, la maggior parte degli abbattimenti (circa 15 su 19) fu in realtà ottenuta tramite missili AIM-9 Sidewinder, poiché queste armi tendevano a incepparsi durante le manovre ad alta forza G. Come sempre, il Vietnam dimostrò che anche l'armamento più efficace sulla carta doveva essere testato sul campo, che in quel caso era un ambiente ostile, caratterizzato da una giungla calda e umida e avversari che conoscevano perfettamente il terreno di scontro, spingendo le forze americane a manovre estreme, anche a bassissima quota, dove anche il miglior equipaggiamento bellico poteva risultare inefficace. Durante la guerra del Vietnam, si constatò che numerosi F-8 venivano abbattuti dai missili terra-aria SA-2; pertanto, nel 1966, venne avviato il progetto Shoehorn, il quale dotò i velivoli di un sistema di allerta radar RWR APR-27, un ingannatore ALQ-51A e due dispenser di chaff ALE-29 per chaff/flare da 30 colpi sotto le pinne, al prezzo di una riduzione a
500 colpi del munizionamento.
Inoltre fu possibile montare due pod ALQ-31B sotto le ali, ognuno con due disturbatori radar, dei quali, in genere, ne usufruivano le varianti da ricognizione del Crusader, denominate RF-8A.
Con i Marines e soprattutto l'US Navy, l'F-8 continuò a volare fino al 1976, sostituito poi completamente dagli F-4 Phantom, sebbene le versioni da ricognizione come l'RF-8G continuarono a servire nelle riserve navali fino al 29 marzo 1987.
Sul finire degli anni '50, l'Aéronavale aveva necessità di un nuovo caccia imbarcato per sostituire gli ormai obsoleti F4U Corsair. Poiché il Phantom II risultava troppo grande e pesante per le portaerei francesi Clemenceau e Foch, l'Aéronavale decise di acquistare 42 F-8E(FN), entrati in servizio nel 1964.
L'FN fu una variante del Vought F-8 Crusader, impiegata esclusivamente dall'Aéronavale, l'aeronautica militare francese, nel ruolo di difesa aerea della flotta. Il caccia incorporava diverse modifiche progettuali rispetto all'F-8E Crusader standard, necessarie per consentirne l'impiego dalle portaerei francesi. Inoltre, fu modificato per l'utilizzo del missile R.530 e successivamente dell'R.550 Magic.
Il Crusader subì un importante aggiornamento alla fine degli anni '80 per consentirgli di rimanere in servizio per un altro decennio ed infine fu ritirato dal servizio nel dicembre 1999, sostituito dai nuovi Rafale M.
Nel 1977, il governo filippino acquistò 35 F-8H ex-US Navy accantonati alla base USAF di Davis-Monthan in Arizona. Venticinque aerei vennero riportati in condizioni operative dalla Vought, mentre gli altri dieci furono utilizzati come fonti di pezzi di ricambio e furono consegnati a partire dal 1978.
Gli F-8 vennero ritirati dal servizio nel 1988 e smantellati nel 1991 dopo essere stati gravemente danneggiati dall'eruzione vulcanica del Pinatubo.
In conclusione, il Crusader, pur essendo un eccellente caccia diurno, non era in grado di competere con la versatilità, la potenza radar, il carico bellico e la sicurezza operativa dell'F-4 Phantom II, specialmente nelle complesse operazioni dai ponti di volo delle portaerei. L'F-8 Crusader si rivelò un aereo formidabile, entrando nell'Olimpo dei caccia migliori di tutti i tempi; tuttavia, i suoi punti deboli congeniti, legati principalmente alla difficoltà di pilotaggio e alla manutenzione, corroborati dall'evoluzione tecnologica, ne determinarono l'ineluttabile tramonto.

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