Il sondaggio
DISAGI PER GLI UTENTI
02 Marzo 2026 - 11:45
CIVITAVECCHIA - Il servizio non funziona. Nessuno verifica. Si apre un ticket sulla base della segnalazione di un utente. E un semplice cartello per avvisare del guasto non si può mettere, perché “l’azienda non lo prevede”. È questa la fotografia di una mattinata complicata per gli utenti di Poste Italiane a Civitavecchia, dove da settimane i cittadini fanno i conti con spazi ridotti e servizi concentrati. La chiusura dell’ufficio di via Giordano Bruno per lavori di ristrutturazione ha costretto l’azienda a potenziare rapidamente la sede di largo Monsignor D’Ardia, alla Madonnina. Un intervento tempestivo, sì, ma solo parziale. Gli sportelli sono stati rafforzati con il personale trasferito dalla sede centrale. Il problema, però, resta quello degli spazi. Se un’area può contenere duecento persone, è evidente che quattrocento non possano entrarci, neppure comprimendole. E così le file si allungano, soprattutto davanti all’erogatore automatico di banconote, unico punto rimasto operativo dopo la chiusura temporanea dell’altra sede. Quando poi anche l’ATM inizia a fare i capricci, il disservizio è servito. Stavolta a bloccarsi è stato il sistema per le ricariche telefoniche. Sullo schermo compare la scritta “servizio momentaneamente non disponibile”. Un “momentaneamente” che lascia immaginare pochi minuti, ma che in realtà si trascina almeno dal giorno precedente, senza che nessuno intervenga o avvisi l’utenza. Chi ha atteso quaranta minuti in fila per ricaricare la propria SIM si è trovato davanti a un nulla di fatto. Alla richiesta di segnalare il guasto per evitare ulteriori disagi, la direttrice dell’ufficio ha risposto: «Posso solo aprire un ticket in base alla segnalazione che mi sta facendo. Non metterò alcun cartello per segnalare il problema, perché Poste Italiane non lo prevede». Una scelta che lascia perplessi. In un momento in cui l’azienda amplia l’offerta commerciale ben oltre francobolli e bollettini — promuovendo prodotti finanziari, assicurativi e servizi digitali — appare singolare che non si riesca a garantire un’informazione minima agli utenti in coda, magari sotto la pioggia, davanti a un ATM peraltro privo di copertura. L’alternativa sarebbe rivolgersi agli sportelli interni. Ma provare a farsi largo tra decine di persone in attesa, già esasperate da tempi lunghi, rischierebbe di trasformare la legittima richiesta di assistenza in un momento di tensione. Il risultato è un cortocircuito organizzativo che scarica il disagio sui cittadini. E mentre si celebrano app innovative, cartoline commemorative e campagne promozionali, la gestione dell’ordinario — quella che incide sulla quotidianità delle persone — resta in secondo piano. A Civitavecchia, almeno per ora, il messaggio sembra essere uno solo: prendere o lasciare.
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