Racconti dell’aria
Duro attacco all’amministrazione da parte del consigliere comunale Gianluca Paolacci
15 Gennaio 2025 - 09:00
25 Febbraio 2026 - 21:38
CERVETERI - «Abbiamo tante eccellenze sportive e atleti bravissimi, ma non si costruisce un impianto sportivo da 20 anni. Così non riusciremo mai ad avere una progettualità e garantire un futuro alle associazioni». Le parole del consigliere comunale di Cerveteri, Gianluca Paolacci, sono la riprova di come Cerveteri sia orfana di impianti che diano la possibilità ai gestori di crescere e guardare al futuro, investendo. «Lo stadio principale Enrico Galli è risorto grazie alla famiglia Lupi – prosegue - alla quale va concessa la possibilità di investirci, con ampliamenti che producano utili, visto che fino ad oggi hanno messo loro mano al portafogli. Abbiamo un centro di equitazione a Borgo San Martino, dove si potrebbero svolgere gare internazionali, se solo l’amministrazione si decidesse di concedere l’autorizzazione per realizzare una struttura adatta per ospitare i cavalieri, con un indotto che si estenderebbe negli agriturismi del territorio». Riflettori puntati anche sul campo delle Due Casette. «Grazie a Piero Mataloni – attacca - il consigliere di minoranza -, è diventato da una stalla di fieno a un tappeto in erba. Per non parlare delle altre strutture private. Questa Giunta deve uscire dal suo letargo e guardare allo sport con più interesse, visto che non vi è una piscina comunale, un palazzetto dello sport e un campo sportivo». Il manto del Galli tra l’altro è usurato e rischia di non ricevere l’autorizzazione per giocarci. «Ci sono tante società di sportive, volley, basket, ginnastica e altre discipline che fanno tanti sforzi, ricompensati dal niente. Guardiamo agli investimenti per i nostri giovani, altrimenti gli atleti che le società svezzano e crescono, finiscono per emigrare altrove», conclude Paolacci. Delle carenze strutturali se n’è già parlato nei mesi scorsi quando la squadra di pallacanestro, la ex Rim (ora Dcl Edilizia Bkl Ladispoli) è stata costretta ad emigrare in un’altra città perché il campo di gioco non era omologabile per la Serie C. E lo stesso anche la palestra di Valcanneto. Una sconfitta per tutti i tifosi e gli appassionati che non possono seguire i propri beniamini nella loro città.
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