LADISPOLI - Quello dell'installazione delle antenne di telefonia sul territorio è «un problema da gestire» per gli enti locali, perché «tutti i vari provvedmenti comunali che cercavano di arginarle sono stati contestati e annullati dai vari tribunali». Mani legate, insomma, per l'amministrazione comunale, come evidenzia il sindaco Alessandro Grando. Il problema nasce dal riconoscimento degli impianti, da parte dello Stato, «di importanza strategica. Sono state identificate - spiega il primo cittadino ladispolano - come infrastrutture principali». Il comune dal canto suo, pur avendone avuto la possibilità, per ammissione del sindaco, ha deciso di non dare l'ok ai gestori, «rinunciando a degli introiti che non sono poi così esorbitanti». Ma se da un lato il comune dice no, dall'altro nulla vieta alle compagnie di telefonia di rivolgersi ai privati. Una strada che ha portato al sorgere di diversi impianti nel giro di poco tempo, proprio come accaduto ai Monteroni e a Olmetto, rispettivamente in via Antica Aurelia e via dei Ciliegi. Nelle settimane scorse i residenti delle due frazioni avevano invocato riunioni urgenti, guardando soprattutto alla vicina Cerveteri, dove poche settimane fa è stato approvato il nuovo regolamento, «uno strumento di programmazione e di sviluppo di un servizio considerato una infrastruttura primaria - aveva spiegato il primo cittadino etrusco, Elena Gubetti - che allo stesso tempo ci consente di minimizzare l'impatto sulla salute dei cittadini e sulla tutela paesaggistica, ambientale ed architettonica del nostro territorio».

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