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La città di Civitavecchia piange la scomparsa di Antonio Maffei

La città di Civitavecchia piange la scomparsa di Antonio Maffei

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CIVITAVECCHIA – Civitavecchia piange la scomparsa di Antonio Maffei, presidente dell’associazione archeologica Centumcellae e storico dipendente comunale, impiegato anche nell’archivio storico. Grande conoscitore e studioso della storia della città, aveva scritto diversi libri, come “La città ed il porto di Centumcellae – Civitavecchia”,

I COMMENTI – Il Gar Civitavecchia – Gruppo Archeologico Romano rende omaggio ad Antonio Maffei Presidente della prestigiosa associazione archeologica Centumcellae che tanto si è adoperato per la salvaguardia e diffusione del patrimonio archeologico del territorio.
“A nome della Società Storica Civitavecchiese esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia e a tutti i soci dell’Associazione Archeologica Centumcellae per la perdita del loro presidente. Con Antonio Maffei  – ha spiegato Enrico Ciancarini – ci conoscevamo da anni, quando frequentavo l’Archivio Storico del Comune di Civitavecchia per le mie prime ricerche. Antonio Maffei aveva collaborato in il nostro Bollettino pubblicando alcuni articoli. L’avevamo incontrato pochi mesi fa alla presentazione del suo ultimo libro sull’Età del Bronzo nel nostro territorio. Una grande perdita per la cultura civitavecchiese e per l’associazionismo culturale della città”.
“Ho ricordi molti belli di mattine e pomeriggi immersi nella ricerca e nella lettura di notizie sulla storia del Traiano Traiano – ha ricordato Roberta Galletta – primo mio vero grande amore di questa nostra città e per il quale ho ricevuto consigli e importanti indicazioni proprio all’Archivio Storico Comunale dove era il vero custode della Memoria Cittadina. Grazie ad Antonio Maffei ho conosciuto poi il Medioevo civitavecchiese, con la storia della Rocca che lui aveva indagato e studiato in anni prima di militanza e poi presidenza della gloriosa Associazione Archeologica Centumcellae. La nostra Comunità perde ancora un po’ della sua Memoria che solo in parte è stata fissata sui libri che conservo gelosamente. Davvero una grandissima perdita soprattutto per il patrimonio archeologico cittadino”.


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