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Cupinoro. Dietrofront dell’università agraria

Cupinoro. Dietrofront dell’università agraria

Impegno con comuni e comitati a ritirare il bando per impianti di riciclaggio di rifiuti differenziati. Assessore Gubetti: «Vinta una battaglia ma non la guerra. Pronti in ogni sede a tutelare il territorio»   

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di TONI MORETTI

CERVETERI – E’ impressionante come la politica, o parte di essa, che ha a cuore certi interessi che per diversi orientamenti di pensiero diventano scomodi e oggetto di contenzioso tra cittadini, riesca a mantenere a galla e all’improvviso riproporre, sia pure utilizzando soggetti insospettabili progetti la cui realizzazione dovrebbe già essere cancellata in base a magari miriadi di proteste, manifestazioni, impegni presi dalle amministrazioni e quant’altro. E’ quanto è successo alla vicenda legata alla discarica di Cupinoro, allo stato vero mostro ecologico ubicata nel territorio di Bracciano ma solo a sette chilometri dalla città di Cerveteri, morta perché ufficialmente chiusa, quindi non abilitata a ricevere conferimenti, ma purtroppo ancora viva per il pericolo potenziale che rappresenta per l’ambiente, poiché, una gestione economica disinvolta ha fatto sì che non si rinvenissero alla sua chiusura le somme che per legge dovevano essere accantonate per poter realizzare i lavori di bonifica e di “tombatura” dell’impianto. Cupinoro, con la chiusura della discarica di Malagrotta che ha creato una emergenza per i rifiuti di Roma, è improvvisamente diventata appetibile per alleviare il disagio romano sviluppando varie idee di utilizzo tra le quali quella scellerata di una riapertura parziale con la costituzione di qualche nuova vasca, ipotesi osteggiata a gran forza dai comitati spontanei, dalla popolazione e dalla amministrazione comunale, fino a quella più accattivante si fa per dire, di trasformarla in un impianto industriale di riciclaggio dei rifiuti mirato alla produzione di energia, nello specifico bio metano. Anche questa sembrava essere stata accantonata per le reazioni ostili avute dalla popolazione del territorio e dai comitati che sono arrivati a far si che Cerveteri fosse esclusa dalle note aree bianche che indicavano dei siti ove sarebbe stato possibile realizzare impianti di ogni genere per la ricezione o il trattamento di rifiuti. Ora, inspiegabilmente salta fuori che l’Università Agraria di Bracciano, che gestisce i terreni di Cupinoro, attiva un bando pubblico rivolto ai privati dove anche se non specificatamente si lascia intravvedere la possibilità di poter realizzare su quel sito un impianto di trasformazione del rifiuto. Immediata è stata la levata di scudi sindaci, amministratori e comitati dei comuni limitrofi che si sono uniti in un fronte comune contro il bando pubblicato dall’università agraria che metteva in locazione i terreni e gli immobili che si trovano nel l’area di Cupinoro per la costruzione e gestione di impianti che riciclano rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata.  «Oggi abbiamo vinto una battaglia – dice l’assessore alle politiche ambientali Elena Gubetti – ma non la guerra. Siamo riusciti ad ottenere l’impegno da parte del vice presidente dell’università agraria di ritirare il bando incriminato e a riaffermare la necessità per Cupinoro di bonifiche, monitoraggi e attività di capping, piuttosto che di altri impianti di trattamento dei rifiuti. Ma le insidie rimangono e tra le principali c’è il fatto che sono in scadenza le cariche elettive dell’università e che i nuovi eletti potrebbero ricominciare tutto daccapo. Sia comunque ben chiaro che qualora ciò avvenisse le amministrazioni e i comitati daranno battaglia in ogni sede per la tutela del nostro territorio».


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