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Cinenoir: un viaggio tra ombre e misteri

Cinenoir: un viaggio tra ombre e misteri

Gialli & Noir. La rassegna di film legata al festival letterario ha preso il via ieri  

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TOLFA – Da ieri sera al Claudio ha preso il via ‘’Cinenoir’’, la rassegna di film legata al festival letterario ‘’Tolfa gialli & noir’’, a cura di Marco Bartolomucci e Domenico Rocchi, in collaborazione con l’associazione ‘’Chirone’’ e il Comune di Tolfa. Sarà un breve ma intenso viaggio tra ombre e misteri di un genere cinematografico che difficilmente può essere definito tale. I due curatori di questa iniziativa, Bartolomucci e Rocchi, spiegano:  «Abbiamo aperto mercoledi sera questa rassegna con uno dei film che viene indicato come uno dei capisaldi del noir: ‘’Il mistero del falco’’ di John Huston e interpretato da Humphrey Bogart. Il film è tratto dal romanzo hardboiled ‘’Il falcone maltese’’ scritto da Dashiell Hammett nel 1929. La seconda proiezione si svolgerà sabato 20 aprile con uno dei film che segnò invece la chiusura del noir, ‘’L’infernale Quinlan’’ di Orson Welles, liberamente tratto dal romanzo ‘’Badge of Evil’’ di Whit Masterson. Sabato 27 aprile sarà la volta di ‘’Sei donne per l’assassino’’ di Mario Bava, che codificò le regole del giallo all’italiana, che non può esimersi dal percorso di atmosfere e caratteristiche nate anni prima con il noir. A chiudere la rassegna lunedì 29 sarà il film dei fratelli Cohen ‘’L’uomo che non c’era’’, esercizio di stile sul genere noir che ci pone di fronte al principio di indeterminazione di Heisenberg. In quanto appassionati di cinema riteniamo che tale rassegna possa offrire una possibilità per la visione di film di genere qualitativamente interessanti e potenziare il rapporto con il festival di riferimento, i cittadini e le associazioni del territorio. Ci auguriamo sia l’inizio di un percorso, che possa arrivare all’incontro sul palco di autori letterari e registi per approfondire l’incontro tra letteratura e cinema». Marco Bartolomucci e Domenico Rocchi curatori della rassegna spiegano anche che: «Molti critici, a partire da Paul Schrader, non considerano il noir un vero genere, ma più una categoria aleatoria utile alla critica cinematografica per indicare una serie di film prodotti da Hollywood dal 1941 al 1958, accomunati da tematiche, stile e, soprattutto, atmosfere. Paradossalmente il noir, pur non ‘’esistendo’’, ha dimostrato una non comune capacità di sopravvivenza e longevità. Nella storia del cinema hollywoodiano sono stati vari i generi, anche molto più popolari, a scomparire dagli schermi: al contrario il noir è vivo e abita tra noi in tanti film che guardano ai modelli classici o, più spesso, che ne utilizzano le atmosfere per contagiare film appartenenti a generi differenti. Eppure esiste anche la data della morte del noir: il 1958 ovvero l’anno di produzione de ‘’L’infernale Quinlan’’ di Orson Welles, l’ultimo grande film del genere. I motivi che ne decretarono la fine furono vari: dall’utilizzo del colore al superamento dei traumi sociali provocati dalla seconda guerra mondiale, dalla sconfitta dell’esperienza del New deal progressista all’esplosione della guerra fredda, con la relativa inquisizione maccartista che decimò quella generazione di registi e sceneggiatori che aveva dato vita al noir. Le ferite della caccia alle streghe della Commissione per le attività antiamericane furono così profonde che per anni nessuno osò riproporre un cinema così pessimista, politicamente critico ed esplicitamente violento. Per descrivere una delle caratteristiche che più di altre contraddistingue un film noir potremmo usare l’ossimoro “realismo onirico”. Le basi di questa innovazione narrativa vanno cercate nell’emigrazione europea tra le due guerre che portò negli Stati uniti non solo molti professionisti del cinema ma anche alcuni discepoli di Freud, favorendo la diffusione delle teorie psicoanalitiche».


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