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Spizzicatore, nuovo allarme

Spizzicatore, nuovo allarme

Bocciato da Palazzo Valentini il progetto di un digestore promosso dalla Renerwaste. Spunta un impianto di recupero di rifiuti inerti. Il 12 novembre la conferenza dei servizi

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di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – Con una missiva datata 28 ottobre la Provincia di Roma ha fatto sapere che c’è stata la conclusione della Conferenza dei Servizi preliminare per l’istanza di autorizzazione per l’impianto di trattamento di rifiuti (digestore) in località Spizzicatore e per il parere negativo espresso dal Comune di Allumiere e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali il progetto del digestore proposto dalla Renerwaste Spa è stato bocciato. Questa decisione fa tirare un sospiro di sollievo a tutti i residenti di  Allumiere e del comprensorio, ma non c’è il tempo per festeggiare perché sul comprensori pende già un’altra spada di Damocle. La Provincia di Roma ha convocato per il 12 novembre alle 10 nella Sala Riunioni del Servizio ‘‘Gestione Rifiuti’’, una nuova Conferenza dei Servizi relativa al procedimento finalizzato al rilascio di un’autorizzazione unica per un impianto di recupero di rifiuti inerti (R5-R13) attraverso operazioni di triturazione e vagliatura sempre in località Spizzicatore (particella 25 del foglio 19 del Catasto) proposto da Leanza Immobiliare Srl. Il progetto è stato presentato il 19 settembre del 2012 e sono state apportate integrazioni il 18 ottobre 2012. Ancora una volta sul piede di guerra il Comitato anti discarica di Allumiere che critica il sindaco Battilocchio di non aver avvertito la popolazione e che ora il tempo per proporre le osservazioni è poco. «Il 15 ottobre il Comune di Allumiere ha ricevuto sia il fax di convocazione alla Conferenza dei Servizi che il cd con il progetto ma l’amministrazione comunale non ci ha interpellati e tutto finora è passato nel silenzio – spiega il portavoce, Emiliano Stefanini – subito faremo richiesta di audizione alla conferenza dei Servizi». Battilocchio, però, rispedisce al mittente le accuse: «Intanto abbiamo discusso di questa situazione e della convocazione in Commissione la scorsa settimana alla presenza anche della minoranza; poi non abbiamo avvertito i Comitati perché il problema non sussiste in quanto non abbiamo ancora un Piano di Insediamento Industriale per cui nulla qui si può realizzare. Ci siamo già mossi con l’Ufficio Tecnico e presenteremo la relazione. Volevo anche specificare che questo impianto non trasformerà la ‘‘monnezza’’ ma vaglia e tritura i calcinacci; anche a Civitavecchia ce ne sono due e sono di piccole dimensioni senza troppo impatto ambientale e non inquinano; ma è inutile parlarne perché da noi non si può realizzare visto che appunto manca il Piano. Il consigliere regionale, Gino De Paolis ha invece promesso che si impegnerà «a fare tutti i passaggi istituzionali in regione utili per scongiurarne la creazione». A questo punto, però,  torna alla ribalta un altro problema che negli anni precedenti aveva fatto molto discutere: «Quante volte avevamo detto che non si doveva prevedere l’area industriale allo Spizzicatore? – spiegano alcuni residenti di Allumiere – a che cosa può servire per un paese come il nostro un’area così estesa e soprattutto perché farla in quella zona dove le mire di tanti si accentrano visto che è vicina a snodi stradali e non troppo lontano dal porto? Quante volte i consiglieri Craba e Sgamma presentarono mozioni e interrogazioni per evitare che quest’area diventasse industriale? Ora è normale che se si prevede l’area industriale è insito che venga realizzato anche un impianto di triturazione calcinacci e quant’altro perchè altro non è che la servitù della zona industriale. Ora la paura è che se è vero che la Leanza è legata a una fabbrica di pneumatici possano bruciare qui le gomme perché con il codice R13 si prevedono tante cose». Battilocchio però risponde: «Voglio tranquillizzare tutti perché abbiamo più volte espresso il nostro parere assolutamente negativo a ogni tipo di impianto». 


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