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Ds: "Ricucire con la Mussi e ricomporre l'Unione"

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CERASAI Ds dopo la caduta della Giunta Saladini si leccano le ferite e tentano di rimettere in piedi un partito dilaniato dai conflitti interni iniziati ormai più di un anno fa. Non solo. I dirigenti della Quercia si pongono anche due altri ambiziosi obiettivi: ricomporre il tavolo dell’unione e tempi celeri per la scelta del candidato sindaco del centro sinistra. Questo pomeriggio, nella sede diessina, il segretario Sebastiano Petrarolo, il suo predecessore Annalisa Tomassini e l’ex presidente del Consiglio Comunale, Tiziano Cerasa, hanno guidato un confronto aperto alla stampa nella sede della sezione Enrico Berlinguer nel quale hanno riaffermato tutti i loro buoni propostiti.
«Noi non metteremo paletti sul candidato sindaco – ha esordito Petrarolo – che dovrà trovare unanimità di consensi fra tutti i partiti dell’Unione. Occorre però fare presto per non lasciare margine al centro destra e a Moscherini».
L’invito è poi anche a riprendere «il dialogo sul programma e se dal tavolo dell’Unione emergerà più di un candidato sindaco i segretari regionali e gli organi nazionali sono già d’accordo per indire le elezioni primarie».
Quanto al sindaco uscente, il segretario della Quercia ha tenuto a precisare che «rappresenta ancora un elemento di ricchezza che va però inquadrato nell’ottica del centro sinistra e dell’Unione».
L’aupiscio, condiviso da tutti i dirigenti dei Ds, è quello di riprendere il dialogo con l’area Mussi, interrotto all’indomani della spaccatura sulla candidatura a sindaco che ha portato l’ala sinistra ad appoggiare Marco Piendibene. Una spaccatura profonda che è proseguita con una serrata opposizione al governo cittadino nel quale i Ds erano il primo partito e poi culminata con la firma degli ex compagni, poi divenuti esponenti di Unione Democratica ma mai, di fatto usciti dal partito, sulle dimissioni che hanno causato la caduta della Giunta Saladini.
«Il dialogo era già iniziato – ha detto Tomassini – ma poi il primo round è fallito dopo la firma sulla sfiducia».
La direzione però è decisa, nonostante l’ultimo ‘‘affronto’’ che appariva ormai insanabile, a sotterrare comunque e definitivamente l’ascia di guerra tanto da aver già avanzato alla commissione federale di garanzia la richiesta di revoca delle sospensioni assegnate ai membri dell’area Mussi.
Il direttivo dei Ds, che il 24 affronteranno il congresso, ha nominato una delegazione trattante che parteciperà ai tavoli con il centro sinistra che è composta, tra gli altri, non solo dal coordinatore dell’area Fassino, Pietro Tidei ma anche da quello dell’area Mussi, Fabrizio Barbaranelli
I propositi ci sono tutti. Ora resta da vedere se si tradurranno in realtà. E questo vale sia per l’Unione che per i Ds in termini di unità.


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