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<p align=left>Parte da Civitavecchia l'elettrificazione delle banchine</p>

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CIVITAVECCHIA – “Confidiamo che la soluzione presentata oggi possa costituire un precedente importante per altri scali nazionali ed esteri”. Lo hanno chiarito ieri, nel corso di una apposita conferenza stampa al Seatrade Mad di Venezia, la principale mostra internazionale per il settore delle crociere, dei traghetti e dei maxi yacht, il presidente dell’Autorità Portuale Fabio Ciani, il responsabile funzione ingegneria di Enel Distribuzione Eugenio Di Marino e il responsabile progettazione base navi da crociera di Fincantieri Maurizio Cengol. L’occasione è stata la presentazione del progetto di elettrificazione delle banchine che vede i tre soggetti promotori dell’iniziativa, pronta a partire a Civitavecchia, rendendo lo scalo il primo porto del Mediterraneo anche in questo senso. Ci vorranno circa sei mesi per vedere attivata ufficialmente la sperimentazione che vedrà interessata all’inizio soltanto la banchina 12 bis. Il progetto, di cui si parla ormai da anni e che segue l’importante protocollo di intesa sottoscritto da Autorità Portuale, Enel e Fincantieri a marzo dello scorso anno, permetterà alle grandi navi da crociera che sostano nello scalo di spegnere i generatori elettrici di bordo e di utilizzare energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (High Voltage Shore Connection Technology) in assenza di emissioni gassose. “Il rapporto tra i porti e le città che li ospitano è importante, a livello economico, sociale e lavorativo – ha spiegato – ma bisogna fare i conti con il rovescio della medaglia, ossia il problema legato all’inquinamento ambientale. Il nostro obiettivo è quello di abbattere al massimo le fonti di inquinamento, puntando l’attenzione sulle navi in PORTOsosta al porto con i motori accesi. Per questo abbiamo trovato in Enel un interlocutore attento”. Per il progetto sono stati stanziati circa 8 milioni di euro, “ma ci sarà bisogno – ha aggiunto Ciani – anche un intervento concreto del Governo per abbattere i costi, soprattutto per gli armatori che, altrimenti, non sarebbero interessati a sposare l’iniziativa. Si parla infatti di costi elevati per l’energia che verrà prodotta. In fase sperimentale, attraverso l’eolico e il fotovoltaico, progetti che camminano sullo stesso binario dell’elettrificazione delle banchine, per raggiungere l’obiettivo di rendere il porto autosufficiente a livello energetico, sarà possibile ottenere una riduzione del 40% delle emissioni. E se tutte le navi in produzione sono dotate di presa a terra, “quelle già in navigazione – ha aggiunto Maurizio Cergol, responsabile progettazione base navi da crociera – potranno essere adattate tramite adeguati accorgimenti”. “Le navi – ha aggiunto Di Marino – avranno bisogno di una sorta di grande presa per potersi collegare alla banchina. Sulla 12 bis verrà quindi installata una per connettere la nave alla rete quando sarà in sosta al porto.


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