Contenuti editoriali*

Cerca

L'INTERVISTA

Dal lungomare di Civitavecchia al Mar Rosso: Marco Muci racconta Gedda tra logistica globale e tensioni internazionali

Il civitavecchiese vive e lavora in Arabia Saudita come project manager alla Saudi Logistics Academy. In collegamento con Radio Stella Città racconta la vita in uno dei porti più strategici del mondo. Tra traffici petroliferi spostati, tensioni regionali e grandi progetti infrastrutturali, il porto saudita diventa un osservatorio privilegiato sugli equilibri globali

Da Civitavecchia al Mar Rosso, nel cuore di uno dei principali snodi logistici del Medio Oriente.
Marco Muci, civitavecchiese, da oltre un anno vive e lavora a Gedda, in Arabia Saudita, dove ricopre il ruolo di project manager alla Saudi Logistics Academy. Una scelta professionale maturata dopo una lunga esperienza internazionale nel settore della logistica portuale e dei trasporti intermodali, che lo ha portato negli anni a lavorare anche a Barcellona e a ricoprire per oltre cinque anni il ruolo di country manager Italia per l’Escola Europea – Intermodal Transport, collaborando anche con la MedPorts Association. 

Oggi la sua quotidianità si svolge sulle rive del Mar Rosso, in un contesto osservato con crescente attenzione per le tensioni geopolitiche che attraversano l’area.

Intervistato da Silvia Tamagnini su Radio Stella Città, Muci ha raccontato cosa significa vivere e lavorare in una regione strategica dove commercio internazionale, energia e politica globale si intrecciano ogni giorno.

“La prima cosa che facciamo la mattina è controllare il telefono”

«La prima cosa che facciamo quando ci svegliamo è controllare il telefono – racconta – perché il governo invia messaggi di allerta tramite un sistema di SMS e un’app dedicata».

L’Arabia Saudita è divisa in diverse regioni e la situazione varia molto da zona a zona. Gedda si trova nella parte occidentale del Paese, sul Mar Rosso, mentre le principali tensioni riguardano la regione orientale, dove si trovano i grandi impianti petroliferi.

«Per fortuna qui la situazione è relativamente tranquilla – spiega – ma negli ultimi mesi alcuni traffici strategici sono stati spostati proprio su Gedda perché considerata un’area più sicura. Questo però ci rende anche più attenti, perché la situazione può cambiare rapidamente».

Il porto di Gedda, hub tra tre continenti

Muci lavora proprio nel principale porto saudita sul Mar Rosso, uno degli scali più importanti della regione.

«Il porto movimenta circa 9 milioni di TEU all’anno – spiega – per dare un’idea delle dimensioni, più di Genova e Trieste messi insieme».

Oltre al traffico merci, Gedda è anche il principale punto di ingresso per i pellegrini diretti alla Mecca, con un flusso continuo di turisti e fedeli provenienti da tutto il mondo.

Negli ultimi mesi, inoltre, parte dei traffici petroliferi e logistici provenienti dalla costa orientale del Paese è stata progressivamente spostata verso il Mar Rosso attraverso pipeline e nuove infrastrutture.

Le tensioni nella regione

Il quadro geopolitico resta però estremamente complesso.

«I colleghi che lavorano in Bahrain, Qatar ed Emirati mi raccontano situazioni diverse – spiega – in alcuni casi sono stati messi in smart working per motivi di sicurezza».

Uno degli episodi più recenti riguarda la distruzione di un grande impianto di desalinizzazione in Bahrain, fondamentale per l’approvvigionamento idrico della regione.

«Qui l’acqua è una risorsa preziosissima, quasi quanto il petrolio – spiega – quando vengono colpite infrastrutture civili come queste, l’impatto si sente immediatamente anche sull’economia e sui trasporti».

Nonostante questo, a Gedda la vita quotidiana continua con una relativa normalità.

«Si lavora come sempre, anche se ovviamente tutti monitoriamo con attenzione quello che succede intorno a noi».

I grandi progetti della logistica saudita

Accanto alle tensioni geopolitiche, l’Arabia Saudita sta portando avanti alcuni dei più grandi progetti infrastrutturali del mondo.

Tra questi c’è il Land Bridge Project, destinato a collegare via ferrovia la costa del Mar Rosso con quella del Golfo Persico.

«È un progetto gigantesco – spiega Muci – perché l’Arabia Saudita è enorme: attraversarla è un po’ come andare dal Portogallo alla Polonia».

L’opera rientra nel programma Vision 2030, il piano strategico con cui il Paese punta a diventare uno dei principali hub logistici globali.

«Chi si occupa di logistica guarda con grande attenzione a quello che succede qui – osserva – perché questo è uno snodo che collega Europa, Africa e Asia».

“Mi manca il lungomare di Civitavecchia”

Nonostante la dimensione internazionale della sua esperienza, il legame con Civitavecchia resta fortissimo.

«Molti mi dicono che si sente ancora il mio accento civitavecchiese – racconta sorridendo – e spero di tornare presto per fare una passeggiata sul lungomare con gli amici».

Il rientro è già nei programmi.

«Se i voli lo permetteranno e la situazione resterà stabile – conclude – conto di tornare in Italia questa estate per qualche giorno di ferie».

Dal porto di Gedda, intanto, il giovane civitavecchiese continua a osservare da vicino un quadrante del mondo dove commercio globale, energia e geopolitica si incontrano ogni giorno.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia di Civitavecchia

Caratteri rimanenti: 400

Edicdi ciccoresidentiola digitale