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Sanità, esplode la protesta dei pazienti: pasticciaccio al laboratorio analisi e attese infinite all’ospedale

Promesse disattese al San Paolo: laboratorio accorpato, caos alle accettazioni e liste d’attesa fino al 2027

Sanità, esplode la protesta dei pazienti: pasticciaccio al laboratorio analisi e attese infinite all’ospedale

Cresce la rabbia tra i cittadini che ogni giorno si rivolgono ai servizi sanitari dell’ospedale di Ospedale San Paolo, struttura di riferimento della ASL Roma 4.

Quella che dovrebbe essere una risposta concreta ai bisogni di salute del territorio, secondo le testimonianze di molti pazienti, si sta trasformando sempre più spesso in un percorso ad ostacoli fatto di attese interminabili, disorganizzazione e servizi difficili da ottenere.

L’ultima novità organizzativa riguarda il laboratorio analisi. L’accettazione per gli esami, che prima veniva effettuata al CUP, è stata spostata direttamente all’interno dei locali del laboratorio (un piccolo prefabbricato all'ingresso dell'ospedale dove entra l'acqua piovana). Una scelta che, nei fatti, ha generato una situazione di forte confusione.

In uno spazio già ristretto si concentrano ora accettazioni, pagamenti e prelievi. Pazienti in fila per registrarsi, altri che attendono di pagare e persone che stanno effettuando i prelievi si trovano nello stesso ambiente, con un continuo via vai che rende l’atmosfera caotica e poco adatta a un momento delicato come quello di una prestazione sanitaria.

Molti utenti segnalano che, durante i prelievi, il passaggio continuo di persone distrae anche il personale sanitario, oltre a togliere quella minima tranquillità che sarebbe necessaria per chi deve sottoporsi all’esame.

"La nostra - spiegano i pazienti - non è una protesta contro il personale che effettua le analisi e gli impiegati del Cup a cui va invece un plauso per la capacità di resilienza, per la professionalità e la competenza; noi protestiamo contro questo sistema che si sta dimostrando fallimentare. I tempi di attesa si sono ulteriormente allungati".

Ma non è tutto. Per spostare personale al laboratorio analisi sono state tolte due unità dal CUP. Il risultato è che anche lì la situazione è diventata critica: prenotazioni, accettazioni e pagamenti per gli altri servizi ospedalieri vengono gestiti al Cup dove le file si allungano e i pazienti sono costretti ad attendere per tempi sempre più lunghi.

A rendere il quadro ancora più grave sono le liste d’attesa che continuano a rappresentare uno dei problemi più sentiti dalla popolazione. Per una colonoscopia, ad esempio, le prime disponibilità arrivano addirittura a maggio 2027 e spesso in strutture di Roma.

Le ecografie risultano difficilmente prenotabili, mentre per alcune visite specialistiche le attese sono lunghissime: la pneumologia rimanda al prossimo anno, l’otorinolaringoiatria registra tempi molto lunghi, tempi biblici per effettuare la spirometria e per la reumatologia; semi impossibile riuscire a fare le ecografie senza dover essere costretti ad andare a pagamento per le liste d'attesa infinite. Per fare la moc lista lunghissima. Secondo quanto riferiscono molti cittadini è quasi impossibile ottenere un appuntamento per alcuni esami quale tac e rmn.

Tutto questo avviene nonostante gli annunci della ASL Roma 4 che negli ultimi mesi aveva parlato di una drastica riduzione delle liste d’attesa e di un miglioramento dell’organizzazione dei servizi.

La realtà raccontata quotidianamente dai pazienti appare però molto diversa.

Sempre più cittadini denunciano un sistema che sembra incapace di dare risposte adeguate. E il malcontento cresce: perché oltre al peso della malattia, i pazienti si trovano spesso a dover affrontare anche lunghe attese, disagi organizzativi e la sensazione di non essere ascoltati.

Una situazione che merita attenzione e risposte concrete. Perché il diritto alla salute non dovrebbe trasformarsi in una prova di resistenza per chi ha bisogno di cure.

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