CIVITAVECCHIA – «A proposito del caso “impresentabili”, che ha visto coinvolto un candidato della lista “Noi Moderati”, che sostiene la candidatura a Sindaco di Paolo Poletti, sembra utile, almeno per quello che ci riguarda, chiarire la nostra posizione ad evitare che si getti polvere negli occhi di una opinione pubblica, che, per di più subisce i danni di una informazione non sempre corretta e al di sopra delle parti».

Lo dice il segretario del Partito democratico di Civitavecchia Piero Alessi che interviene all’indomani della nota arrivata in tarda serata del candidato in merito alla vicenda di imprensentabilità. Il caso è scoppiato ieri nel pomeriggio e ha sollevato un polverone.

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Alessandro: «Strano tempismo»

«In primo luogo – tuona Alessi -, non si tratta di essere dei giustizialisti o pronunciare sentenze di condanna verso delle persone che hanno il diritto di difendersi ed essere considerate, dal punto di vista penale, innocenti sino a eventuale sentenza definitiva. Ci mancherebbe altro! Noi, di certo, siamo da sempre dei convinti garantisti. Non potrebbe essere diversamente per forze che credono nei diritti civili e nelle Istituzioni, che rispettano e difendono. Si eviti, dunque, di proporre ai cittadini l’immagine di roghi, che nessuno vuole innalzare; di verginali vittime sacrificali o di qualche sorta di pubblico linciaggio. La questione è molto più semplice e sarà bene ribadire che essa prescinde e travalica gli aspetti meramente individuali. La Commissione Nazionale Antimafia, e non bramosi avversari politici o pericolosi mestatori di professione, ha stilato una lista di 45 persone, di cui 14 appartengono a Comuni non Capoluogo di Provincia con popolazione superiore a 50000 abitanti, che vengono definite, sostanzialmente “impresentabili”, in base a procedimenti giudiziari conclusi o in corso, relativi a presunti reati che hanno a che fare prevalentemente con la Pubblica Amministrazione. Ciò, non ha una relazione diretta con il Codice penale ma afferisce alla violazione di un Codice di autoregolamentazione, che si propone l’obiettivo di aiutare i Partiti a costruire liste elettorali che non abbiano a presentare evidenti dubbi dal punto di vista morale o etico, ancora prima che giudiziario. Dunque, la questione si presenta, semplicemente, in questi termini! Se il candidato in questione avesse voluto evitare “tritacarne” mediatici avrebbe dovuto rendere nota la propria condizione sospesa e, di conseguenza, rifiutare eventuali candidature. D’altra parte, la coalizione a sostegno di Poletti che, con notevole eccesso di presunzione, si autodefinisce al servizio della legalità avrebbe dovuto, più di chiunque, senza alcuna colpevole distrazione sul tema, avvertire i propri potenziali candidati che non potevano essere parte delle loro liste se avessero avuto pendenze irrisolte. Tutto qui! Non ci sono, da questa parte del fiume, novelli inquisitori alla Torquemada a caccia di vittime. Sarebbe sano ed opportuno – conclude Alessi -, però, che ciascuno, in particolare la coalizione di Poletti, invece di ripararsi dietro un imbarazzante silenzio, assumendo su di sé la responsabilità delle proprie azioni e delle scelte compiute, non andasse alla ricerca di improbabili giustificazioni e, comunque, per non incorrere in patetici paradossi, prendesse formalmente e pubblicamente le distanze evitando in ogni caso di porre sul banco degli accusati proprio coloro che si sono limitati a rendere noto ciò che un’alta istituzione statale ha solennemente dichiarato».

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Il Segretario del Circolo del PD di Civitavecchia Piero Alessi