S. MARINELLA – Il Comitato “2 ottobre” propone il consueto punto sulla situazione “grandi opere” per la messa in sicurezza dei fossi. Giusto un anno fa, il 27 settembre 2022, l’autorità di bacino dopo la Conferenza dei servizi confermava i pareri negativi già espressi a giugno del 2020 e invitava l'amministrazione a modificare il progetto definitivo per Ponton del Castrato, difforme dal preliminare approvato dalla Regione Lazio e in violazione dell'atto di impegno Regione-Comune. L'amministrazione, per adeguarsi agli aumenti dei costi delle opere, ha chiesto ed ottenuto ulteriori finanziamenti per tre fossi dal Ministero dell'Interno: 720mila euro per Ponton del Castrato, 920 mila euro per Castelsecco, 720 mila euro per Valle Semplice. “Per Ponton del Castrato – dice il Comitato - sono stati utilizzati nel tratto di circa duecento metri da uscita autostrada a via Belli. I lavori iniziati a settembre 2022 si sono conclusi nei tempi previsti dell'appalto ma tale opera non è considerata come messa in sicurezza bensì "manutenzione straordinaria " in quanto le aree di esondazione sono rimaste invariate. Un nuovo progetto per Ponton del Castrato è stato finalmente affidato a una nuova società di progettazione (Sisco-Pietro Lo Monaco, progettazione e lavori) il 21 luglio 2023 (determina n. 212) che, oltre a dover tenere conto delle osservazioni degli enti di competenza idraulica, non ha ancora presentato alcun nuovo progetto esecutivo, chiedendo una proroga di 60 giorni, concessa fino al 27 ottobre 2023. Sappiamo però, tramite le dichiarazioni del Sindaco a mezzo stampa che la nuova progettazione prevede una vasca ridimensionata rispetto quella approvata e finanziata nel progetto preliminare, riducendo significativamente la mitigazione del rischio. Anche quest’opera, benché ridimensionata, rientra però nel capitolo “faremo” ed è, per il momento, solo annunciata. Al fosso “Valle semplice” i lavori non sono mai iniziati, benché l'amministrazione dica il contrario. Per Castelsecco il progetto della messa in sicurezza sembra scomparso: non si parla più di allargamento del ponte sull’Aurelia ma di area golenale, quindi a valle delle abitazioni a rischio, come il Comitato “2 ottobre” aveva già segnalato in un precedente comunicato. Ci chiediamo inoltre se l’annunciato collettore fognario in collina Belvedere per arginare gli smottamenti causate dalle fosse a dispersione delle numerose ville edificate sulle pendici della collina, finanziato con 300 mila euro per la sua progettazione, sia in fase di realizzazione. Questo il quadro attuale. Nel giorno della commemorazione non solo le opere non sono state realizzate ma quelle annunciate sono ben lontane da quanto progettato per l’azzeramento del rischio».