Racconti dell'aria
l’opposizione
05 Aprile 2025 - 19:19
26 Febbraio 2026 - 08:30
CIVITAVECCHIA – «È surreale essere accusati di scarso rispetto per il confronto democratico proprio dopo un Consiglio Comunale in cui è stato impedito a un consigliere di Fratelli d’Italia di svolgere la propria interrogazione per questioni di tempo, salvo poi concedere 30 minuti aggiuntivi per discutere una mozione presentata dalla maggioranza sulla toponomastica, e assistere agli sberleffi di un assessore nei confronti della minoranza, che hanno indotto il Presidente del Consiglio a sospendere la seduta per ristabilire un clima quantomeno di educazione e rispetto dei ruoli e delle persone».
Non si placano le polemiche dopo l’ultima seduta, piuttosto accesa, di consiglio comunale, e dopo le accuse della maggioranza nei confronti dell’opposizione, per non aver votato a favore proprio della mozione della consigliera Lecis sulla toponomastica.
Proprio i consiglieri di minoranza non ci stanno ad essere accusati in questo modo.
«Se qualcuno ha piegato le regole a proprio vantaggio, non è certo l’opposizione - hanno infatti tuonato - quanto al “passo indietro”, ricordiamo che è stata la maggioranza – come ribadito pubblicamente anche giovedì – a sostenere che Raul Di Gennaro, medaglia d’argento al valor militare, abbia combattuto “per cancellare libertà, democrazia e giustizia”, e quindi possa avere qualcosa di dedicato a Civitavecchia. Una posizione che parla da sola, quanto a “voltare le spalle alla memoria condivisa del nostro Paese”. Inoltre, in sede di conferenza dei capigruppo è emersa chiaramente l’assenza di un accordo nella stessa maggioranza sulla regolamentazione dell’articolo 6 dello statuto comunale, a dimostrazione che le divisioni e la dialettica interne sono forse per certi versi anche più forti rispetto a quelle con l’opposizione. Noi abbiamo applicato alla loro mozione, soprattutto per la forma e il metodo con cui si è arrivati a discuterla, prima ancora che per il merito in sé - hanno aggiunto i consiglieri di opposizione - lo stesso metro con cui loro trattano le nostre proposte. Nessuna forzatura, solo coerenza. Infine, se come dichiarato apertamente da AVS, esistono visioni divergenti anche sui concetti che dovrebbero essere universali, allora è evidente che costruire un regolamento per la toponomastica basato su una visione ideologica e partigiana significa fare l’opposto di ciò che è liberale e democratico. La memoria storica non si impone per regolamento. E la libertà - hanno concluso - non si esercita censurando chi la pensa diversamente».
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