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Tolfa riscopre con il professor Canestrari la sua anima: storia, tradizioni e futuro

Dalle origini etrusche alla scoperta dell’allume, fino alle tradizioni ancora vive tra artigianato e cultura del territorio. Dal seminario di Agilo Lazio emerge un racconto identitario che attraversa secoli

Tolfa riscopre con il professor Canestrari la sua anima: storia, tradizioni e futuro

Gianmarco Canestrari

Un viaggio affascinante tra passato e presente, capace di restituire il senso più autentico dell’identità di un territorio. Si è svolto nel pomeriggio di oggi il seminario “Tolfa: Strategie di interpretazione del patrimonio”, promosso da Agilo Lazio, iniziativa che ha richiamato partecipazione e interesse attorno alla storia e alle radici culturali del borgo.

A guidare questo percorso è stato il professor Gianmarco Canestrari che, con competenza e passione, ha accompagnato i presenti in un racconto articolato e coinvolgente, attraversando secoli di storia e trasformazioni. «È stato un pomeriggio all’insegna della storia e dell’identità locale – ha dichiarato il professor Canestrari –. Grazie di cuore a Paola e Salvatore per avermi coinvolto in questa meravigliosa avventura».

Dalle origini più antiche, legate alla presenza etrusca e successivamente longobarda, fino al fenomeno dell’incastellamento medievale, il seminario ha ricostruito le dinamiche che hanno portato alla formazione dell’attuale centro abitato.

In un contesto segnato da instabilità e mutamenti politici, le comunità si spostarono progressivamente verso aree più sicure e fortificate, dando forma al borgo così come oggi lo conosciamo.

Momento centrale della narrazione è stata la scoperta dell’allume nel 1461, evento destinato a cambiare radicalmente il destino di Tolfa. Grazie all’intuizione di Giovanni da Castro, il territorio entrò nell’orbita dello Stato della Chiesa, diventando un punto strategico per l’economia del tempo. Un legame rafforzato anche dal ruolo della famiglia Chigi, che contribuì allo sviluppo e alla rilevanza dell’area.

Ampio spazio è stato dedicato al patrimonio religioso, elemento fondamentale della storia locale: dalla Collegiata di Sant’Egidio Abate al Santuario della Rocca, fino al Santuario della Sughera, luoghi che custodiscono arte, fede e tradizioni tramandate nei secoli.

Ma Tolfa non è solo memoria: è anche tradizione viva. Il seminario ha infatti acceso i riflettori su simboli identitari ancora oggi profondamente radicati, come la “catana”, espressione dell’artigianato locale, e il cavallo tolfetano, emblema della cultura silvo-pastorale che continua a rivivere in eventi come il Torneo dei Butteri.

L’incontro si è rivelato non solo un momento di approfondimento, ma anche un’occasione di consapevolezza collettiva. La partecipazione attenta del pubblico ha confermato quanto sia forte il legame tra la comunità e il proprio patrimonio e quanto sia sentita l’esigenza di valorizzarlo e trasmetterlo alle nuove generazioni.

Un ringraziamento è stato rivolto al Comune di Tolfa per la disponibilità, al professor Canestrari per il contributo scientifico e a tutti i partecipanti, protagonisti di un pomeriggio che ha saputo unire conoscenza, memoria e identità.


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