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IL FATTO

Rissa in campo, sugli spalti e sputo all'indirizzo dell'arbitro donna minorenne: Tolfa-Pianoscarano finisce nel peggiore dei modi

La partita tra 2010 di Under 16 Provinciale viene sospesa al 24’ del secondo tempo per una violenta rissa tra giocatori e tensioni tra tifosi. Il giudice sportivo punisce entrambe le società: 0-3 a tavolino, multe e numerose squalifiche; 21 giornate totali per i collinari, 9 per i viterbesi

Rissa in campo, sugli spalti e sputo all'indirizzo dell'arbitro donna minorenne: Tolfa-Pianoscarano finisce nel peggiore dei modi

Nella foto grande il campo "Scoponi" dove sono avvenuti i fatti, nel rettangolo le tensioni tra i giocatori (Immagine elaborata con l'ausilio dell'AI)

Sarebbe dovuta essere una sfida combattuta sul piano sportivo, con ragazzi di 16 anni (classe 2010), che avrebbero dovuto pensare soltanto a disputare 80 minuti cercando di ottenere la vittoria, invece la partita di Under 16 Provinciale girone di Viterbo di sabato scorso al campo "Scoponi" tra Tolfa, penultimo in classifica, e il Pianoscarano terzo, si è trasformata in una pagina nera del calcio giovanile laziale.

Il match tra i collinari e i viterbesi è stata definitivamente sospesa al 24esimo minuto del secondo tempo dopo che in campo è scoppiata una violenta rissa, degenerata poi anche sugli spalti.

Secondo quanto riportato sul Comunicato Ufficiale numero 92 da parte del giudice sportivo Simone Rotellini, in base al referto arbitrale compilato dall'arbitro della sezione Aia di Civitavecchia Sara Lanzidei, il caos sarebbe stato innescato da alcuni giocatori del Tolfa, dando il via a una colluttazione generalizzata fatta di pugni, spintoni e comportamenti aggressivi.

Tra i protagonisti più accesi, il numero 11 Luca Sgamma, rientrato in campo dopo l'espulsione, e diversi compagni coinvolti attivamente nello scontro fisico. La situazione è rapidamente degenerata: il numero 4 Cristian Renzi e il numero 9 Tommaso Scocco, oltre alla partecipazione alla rissa, hanno assunto atteggiamenti offensivi e minacciosi nei confronti del direttore di gara, tentando anche di attingerla con uno sputo, mentre altri calciatori si sono resi protagonisti di provocazioni verso il pubblico avversario.

Anche tra le fila del Pianoscarano non sono mancati comportamenti sopra le righe, tra aggressioni fisiche, insulti e minacce. A rendere ancora più grave il quadro, una contemporanea rissa sugli spalti, con alcuni sostenitori che hanno tentato di invadere il terreno di gioco.

Di fronte all'impossibilità di ristabilire l'ordine e garantire la sicurezza, l'arbitro 17enne ha deciso per la sospensione definitiva dell'incontro.

Il giudice sportivo Rotellini, esaminata la vicenda, ha attribuito la responsabilità a entrambe le società, ritenute colpevoli di aver contribuito al mancato regolare svolgimento della gara. La decisione è stata severa: sconfitta a tavolino per entrambe con il punteggio di 0-3 e ammenda di 50 euro.

LEGGI QUI IL COMUNICATO: https://comunicatilazio.on-forge.com/storage/comunicati/2025/2026/Viterbo/SGS/92/COMUNICATO_UFFICIALE_92.pdf

Pesante anche il bilancio disciplinare. In casa Tolfa spiccano le sei giornate di squalifica inflitte a Renzi e Scocco, mentre Sgamma, Fracassa e Fronti dovranno fermarsi per tre turni. Sul fronte Pianoscarano, tre giornate a Carelli e due ciascuna per Cerri, Settimi e Lattanzi.

Un epilogo amaro che non ha nulla a che vedere con i valori dello sport e che lascia strascichi pesanti, dentro e fuori dal campo. Proprio così, perché chi ha preso 6 giornate rientrerà praticamente per disputare le ultime due giornate di campionato: quelle di sabato 16 maggio in trasferta contro la Rim e l'ultima il 23 maggio allo "Scoponi" contro il Cura.

Serve a  qualcosa inasprire le sanzioni per insulti e offese agli arbitri? E per le risse sugli spalti tra "tifosi-genitori"? Eppure nell'ultimo anno i comitati, l'Aia, la Figc e tutti gli organi preposti pensavano di aver risolto il fenomeno inasprendo le pene. Ma evidentemente non importa a nessuno. La violenza continua, così come la maleducazione che continua a correre forte sui campi di calcio giovanile. È la fine dei giochi.


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