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SPAZIO NAUTILUS

Inganniamo l’attesa per Nautilus-Brizz, un aperitivo con Braccini e Puppi

Aurora e il rapporto con la sorella Giorgia, Lucrezia e il suo impatto con l’A1

Inganniamo l’attesa per Nautilus-Brizz, un aperitivo con Braccini e Puppi

L’attesa è quasi finita: la Nautilus si prepara a vivere uno dei momenti più delicati della stagione. Sabato, a Viterbo, andrà in scena il big match salvezza contro la Brizz, una sfida che può indirizzare in maniera determinante il cammino delle civitavecchiesi in Serie A1. Una partita che vale tantissimo, non solo in termini di classifica ma anche di consapevolezza. Per la rubrica “Spazio Nautilus” abbiamo raccolto le sensazioni di due cuori pulsanti del gruppo, Aurora Braccini e Lucrezia Puppi, che raccontano emozioni, aspettative e significato di questa esperienza.

Aurora Braccini, classe 2004, civitavecchiese doc e studentessa di Biotecnologie all’Università della Tuscia, sa bene quanto pesi questa partita e quanto sarà importante l’approccio mentale: «La gara che ci attende sabato, oltre a essere molto importante per la classifica e il nostro futuro, sarà inevitabilmente molto tosta da affrontare. Non tanto per la tenuta fisica, su cui siamo preparate da mesi, ma soprattutto per la lucidità mentale e l’intelligenza con cui dovremo gestire ogni pallone, sia in difesa che in attacco. Queste sono partite in cui vince chi sbaglia meno, ma anche chi ci crede di più e chi ha più voglia di spuntarla. Sono convinta che la squadra sia pronta a dare il massimo, coniugando grinta, intelligenza tattica e gioco di squadra. E, perché no, magari riuscendo anche a ottenere quel margine che ci permetterebbe di fare un salto importante in classifica

Parole che evidenziano la maturità di un gruppo che ha acquisito nel tempo maggiore consapevolezza. La Nautilus sa che servirà una prestazione completa, senza cali di tensione, per riuscire a superare un avversario diretto nella corsa salvezza. La gestione dei momenti chiave, l’attenzione ai dettagli e la capacità di restare unite saranno fattori determinanti in una gara che si preannuncia intensa ed equilibrata.

Per Aurora, questa stagione ha anche un valore speciale sotto il profilo personale ed emotivo: «È la mia prima esperienza in A1 e già questo la rende indimenticabile. Ma lo è ancora di più perché abbiamo portato questo livello a Civitavecchia nel settore femminile: per me, che sono nata e cresciuta qui, è motivo di grande orgoglio e soddisfazione. Spero che sia così anche per i tifosi che ci seguono e che ci sostengono ogni settimana. Mi auguro che il futuro ci regali ancora tante soddisfazioni, così da rendere questa esperienza ancora più significativa».

C’è poi un aspetto familiare che rende tutto ancora più intenso: la presenza della sorella Giorgia nel gruppo. «Sono davvero orgogliosa di lei e mi fa piacere vederla felice per questo traguardo. Anche se è all’inizio del suo percorso in prima squadra per quanto riguarda le partite, il fatto di allenarsi con noi, ricevere consigli dalle più esperte e vivere da vicino le gare è già un’opportunità enorme. Deve essere uno stimolo a migliorarsi sempre di più. Io le auguro, come alle altre ragazze più giovani, di crescere e sfruttare ogni occasione, sapendo che troveranno sempre qualcuno pronto ad aiutarle

A fare eco è anche Lucrezia Puppi, 18 anni, studentessa del Liceo Scientifico Sportivo, che si concentra sull’aspetto mentale della sfida: «Sarà una partita difficile, che dovremo guadagnarci dando forza e sicurezza l’una all’altra. Più che l’aspetto tecnico, sarà fondamentale mantenere alta la concentrazione fino alla fine della gara. Non è semplice, ma stiamo lavorando proprio su questo e faremo di tutto per riuscirci. A questi livelli basta poco per cambiare l’inerzia di una partita».

Puppi ha iniziato a giocare nel 2020 alla Nautilus, da tre anni fa parte della Nazionale giovanile (due Europei e un Mondiale), e due anni fa ha avuto anche la possibilità di giocare con la titolatissima Ekipe Orizzonte, conquistando l’argento nelle finali nazionali Under 16, che ha favorito la sua crescita personale, anche dal punto di vista mentale: «Ritrovare alcune compagne della nazionale è sicuramente uno stimolo importante per la mia crescita. Ma soprattutto avere l’opportunità di affrontare atlete di grandissima esperienza, con cui prima non avevo mai giocato, rappresenta un valore aggiunto fondamentale. Questo mi permette di imparare molto, sia osservandole che sfidandole direttamente, migliorando sotto tanti aspetti del mio gioco e della mia mentalità».

Infine, uno sguardo all’impatto con la massima serie: «Quello che mi ha colpito di più dell’A1 è l’altissimo livello di competitività. Ogni partita richiede intensità, attenzione e qualità costanti. La professionalità delle giocatrici e la velocità del gioco ti obbligano a crescere rapidamente, sia dal punto di vista tecnico che mentale. È un campionato che non ti permette distrazioni e che ti spinge a dare sempre qualcosa in più».

©RIPRODUZIONE RISERVATA 

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