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Landi: «È difficile parlare di successo di fronte a un intervento di estrema emergenza arrivato dopo un’attesa lunga e costosa»

Braccianese Claudia: il sindaco critica l’avvio dei lavori da parte di Città Metropolitana

Landi: «È difficile parlare di successo di fronte a un intervento di estrema emergenza arrivato dopo un’attesa lunga e costosa»

ALLUMIERE - «Hanno preso il via martedì i lavori per la sistemazione della frana lungo la Braccianese, nel tratto che collega Civitavecchia, Allumiere e Tolfa, una notizia attesa da tempo da migliaia di cittadini e pendolari, che in questi due anni hanno dovuto fare i conti con restringimenti, rallentamenti, percorsi alternativi, disagi quotidiani e non pochi timori per la sicurezza». Ad esprimersi così il sindaco di Allumiere, Luigi Landi che pur accogliendo positivamente la partenza dei lavori sottolinea però il ritardo con cui è stato dato il via.
«Nelle ultime ore, l’apertura del cantiere viene raccontata da esponenti del Partito Democratico locale come una “grande conquista” politica. Una narrazione che, però, non convince - prosegue il sindaco Luigi Landi - è difficile parlare di successo di fronte a un intervento di estrema emergenza arrivato dopo un’attesa lunga e costosa, non solo in termini economici, ma anche di qualità della vita. Per due anni, infatti, quel tratto di strada è rimasto in condizioni precarie, con una gestione tampone che ha garantito a fatica la transitabilità, nonostante l’impegno degli operatori stradali. Un lasso di tempo che ha pesato su lavoratori, studenti, imprese e servizi, costretti a fare i conti quotidianamente con ritardi, percorrenze più lunghe e una crescente percezione di insicurezza». Il sindaco Landi prosegue poi evidenziando che: «Secondo gli impegni assunti più volte dai rappresentanti della Città Metropolitana di Roma Capitale nei confronti dei Comuni di Allumiere e Tolfa l’intervento sulla frana avrebbe dovuto essere programmato e realizzato molto prima. Un’azione tempestiva avrebbe potuto evitare buona parte dei disagi e, soprattutto, il consolidarsi di un giudizio fortemente negativo sull’ente gestore della viabilità. Oggi l’avvio dei lavori è senza dubbio una notizia positiva. Ma per molti cittadini resta difficile accettare che un intervento tardivo venga celebrato come una vittoria, quasi a rimuovere due anni di disattenzioni e ritardi. Tanto più in un contesto in cui le condizioni generali della rete stradale del territorio continuano a destare preoccupazione: manutenzione carente, segnaletica orizzontale spesso assente, cunette non pulite, tratti progressivamente abbandonati al degrado, fino a sfiorare, in alcuni casi, l’impercorribilità». A rendere ancora più amaro il bilancio contribuisce la sensazione che «il territorio periferico paghi un prezzo più alto rispetto ad altre aree, con interventi che si concentrano prevalentemente su Roma e sulle zone centrali». Allo stesso modo, appare poco credibile – secondo molti osservatori – l’ipotesi ciclicamente rilanciata di un trasferimento delle competenze delle strade alla Regione Lazio o all’ANAS, un percorso noto per la sua complessità amministrativa e, nei fatti, difficilmente praticabile in tempi brevi.

«La frana sotto il Borgo di Rota resta in questo quadro l’emblema di una gestione ritenuta inadeguata - continua il sindaco Landi - una criticità che ha prodotto conseguenze economiche rilevanti e che continua a porre interrogativi sul piano della sicurezza strutturale, anche alla luce dell’allargamento progressivo dell’alveo del fiume sottostante. Nei prossimi giorni dovrebbero partire anche i lavori di completamento della messa in sicurezza della frana di via A. Klitsche, attesi da anni e resi possibili grazie alle risorse del Decreto Omnibus. Segnali incoraggianti, certo, che indicano un cambio di passo sul fronte degli interventi, ma ancora insufficienti per parlare di un reale ritorno alla normalità dopo oltre un decennio di progressivo abbandono della rete viaria locale».
La sensazione che emerge dal territorio è chiara: «Bene l’apertura dei cantieri, ma meno trionfalismi e più programmazione. Perché la sicurezza delle strade non può essere raccontata come una vittoria politica, ma dovrebbe essere una responsabilità ordinaria garantita ai cittadini ogni giorno».
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