Allumiere
26 Febbraio 2026 - 12:11
ALLUMIERE - «Hanno preso il via martedì i lavori per la sistemazione della frana lungo la Braccianese, nel tratto che collega Civitavecchia, Allumiere e Tolfa, una notizia attesa da tempo da migliaia di cittadini e pendolari, che in questi due anni hanno dovuto fare i conti con restringimenti, rallentamenti, percorsi alternativi, disagi quotidiani e non pochi timori per la sicurezza». Ad esprimersi così il sindaco di Allumiere, Luigi Landi che pur accogliendo positivamente la partenza dei lavori sottolinea però il ritardo con cui è stato dato il via.
«Nelle ultime ore, l’apertura del cantiere viene raccontata da esponenti del Partito Democratico locale come una “grande conquista” politica. Una narrazione che, però, non convince - prosegue il sindaco Luigi Landi - è difficile parlare di successo di fronte a un intervento di estrema emergenza arrivato dopo un’attesa lunga e costosa, non solo in termini economici, ma anche di qualità della vita. Per due anni, infatti, quel tratto di strada è rimasto in condizioni precarie, con una gestione tampone che ha garantito a fatica la transitabilità, nonostante l’impegno degli operatori stradali. Un lasso di tempo che ha pesato su lavoratori, studenti, imprese e servizi, costretti a fare i conti quotidianamente con ritardi, percorrenze più lunghe e una crescente percezione di insicurezza». Il sindaco Landi prosegue poi evidenziando che: «Secondo gli impegni assunti più volte dai rappresentanti della Città Metropolitana di Roma Capitale nei confronti dei Comuni di Allumiere e Tolfa l’intervento sulla frana avrebbe dovuto essere programmato e realizzato molto prima. Un’azione tempestiva avrebbe potuto evitare buona parte dei disagi e, soprattutto, il consolidarsi di un giudizio fortemente negativo sull’ente gestore della viabilità. Oggi l’avvio dei lavori è senza dubbio una notizia positiva. Ma per molti cittadini resta difficile accettare che un intervento tardivo venga celebrato come una vittoria, quasi a rimuovere due anni di disattenzioni e ritardi. Tanto più in un contesto in cui le condizioni generali della rete stradale del territorio continuano a destare preoccupazione: manutenzione carente, segnaletica orizzontale spesso assente, cunette non pulite, tratti progressivamente abbandonati al degrado, fino a sfiorare, in alcuni casi, l’impercorribilità». A rendere ancora più amaro il bilancio contribuisce la sensazione che «il territorio periferico paghi un prezzo più alto rispetto ad altre aree, con interventi che si concentrano prevalentemente su Roma e sulle zone centrali». Allo stesso modo, appare poco credibile – secondo molti osservatori – l’ipotesi ciclicamente rilanciata di un trasferimento delle competenze delle strade alla Regione Lazio o all’ANAS, un percorso noto per la sua complessità amministrativa e, nei fatti, difficilmente praticabile in tempi brevi.
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