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L'Università
17 Marzo 2026 - 21:36
Inaugurazione dell’anno accademico dell’Unitus emozionante con la lectio magistralis di Paolo Mieli. Oggi pomeriggio prima delle 17 il coro accademico UnicanTus, diretto dal maestro Antonella Bernardi, ha dato il via al tradizionale appuntamento dell’ateneo viterbese.
«Cura, creatività e coraggio»: sono i tre principi su cui si baserà questo nuovo anno accademico, parole che rappresentano la vision e la mission della rettrice Laureti per l’università viterbese.
A portare i saluti istituzionali la sindaca Frontini «un momento che ci permette di fare il punto della collaborazione con l’Unitus. Noi vi vogliamo al centro del progetto di Viterbo, costruire la filiera tra domanda e offerta di competenze con le imprese. L’università rappresenta una delle identità fondanti della città. L’amore di Viterbo ha contribuito a curare la ferita dell’incendio della facoltà di Agraria. Possiamo puntare a Viterbo capitale dell’Europa 2033 solo condividendo questi principi identitari, di prospettiva e motivazionali».
Dopo la lettura del messaggio del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, ha preso la parola la rettrice Tiziana Laureti.
«L’ateneo negli anni - ha detto - ha saputo crescere, il nostro compito è trasformare ancora di più e, all’inizio del mandato, ho proposte le tre parole: cura, creatività e coraggio. Voglio partire dalla cura del sapere: formare persone capaci di capire, costruire in modo che le relazioni siano parole concrete. Viviamo in un tempo in cui tutto cambia rapidamente, parlare di cura significa custodire il senso della comprensione.
L’ingresso di internet ha avuto un effetto importante ma la velocità da sola non basta e il rischio è l’assuefazione per una conoscenza che non richiede prove: il compito dell’università è fornire la conoscenza oltre l’informazione. Serve restituire il metodo al tempo, prima verificare e poi decidere. La conoscenza nasce nella coscienza con lo studio. La cultura è un’infrastruttura della libertà. Una società così impara non solo a reagire ma a capire.
In questi giorni i primi giorni sulle immatricolazioni dicono che c’è stato un calo del 3% a livello nazionale, solo il 52% dei neodiplomati, inoltre, si iscrive a un corso di laurea: è il segno di una dispersione dei talenti, perdiamo competenze prima ancora di poterle formare. In questo anno accademico facciamo registrare quasi l’1% in più di iscritti e il 5% in più di matricole. La riuscita degli studi non serve solo dai talenti ma anche dall’ambiente in cui si studia. La formazione è responsabilità diretta con il territorio che ci circonda e che sostiene gli studenti.
Nel nostro ateneo il 27% degli iscritti al primo anno abbandona: per contrastare ciò abbiamo creato un progetto per mappare il fenomeno. L’intelligenza artificiale dovrà seguire gli studenti nei momenti di maggiore complessità, uno strumento per rendere l’accompagnamento più obiettivo. Cura sono spazi inclusivi, processi più semplici e servizi più accessibili. Abbiamo introdotto processi d’intelligenza artificiale anche nei processi amministrativi per introdurre qualità con chi lavora ogni giorno all’Unitus.
Siamo impegnati nella sfida della fusione nucleare e in altre sfide come la resilienza delle colture e la qualità del cibo. Ci sono tre progetti finanziati dal fondo italiano per la scienza sui materiali e la siccità, è una capacità di metodo e affidabilità. Lavoriamo per la nostra tradizione verde, la competenza e la competitività. Vogliamo essere presenti nelle reti europee, fare del territorio un laboratorio europeo di sperimentazione capace puntando sul merito e le eccellenze».

Al termine dell’inaugurazione Paolo Mieli, storico e giornalista di fama internazionale, ha effettuato una lectio magistralis parlando dell’attualità piena di guerre e sulla necessità di costruire una pace basata sul riconoscimento delle ragioni degli altri.
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