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15 Marzo 2026 - 13:24
Il cantiere Pinqua di via Navone
Il cantiere Pinqua a San Liborio è arrivato al passaggio decisivo. Su via Francesco Navone le ditte hanno iniziato a smontare le impalcature e in più punti del quartiere i lavori sono ormai alle rifiniture. Secondo l’Ater comprensoriale si riuscirà a rispettare le tempistiche dettate dal Pnrr: un passaggio pesante per un intervento da 17 milioni di euro che riguarda 147 appartamenti distribuiti in 7 palazzine e che punta a ridisegnare il volto di una parte di città rimasta troppo a lungo ai margini.
A fare il punto è stato il commissario straordinario Massimiliano Fasoli, appena riconfermato dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca alla guida dell’ente.
«Siamo in fase di rifinitura di alcune situazioni, altre le stiamo terminando e contiamo di finire per il 30 di marzo», ha detto. Il quadro, almeno allo stato attuale, è quello di un cantiere nei tempi: il cappotto termico è stato in gran parte realizzato, su alcune palazzine si stanno completando gli infissi, mentre restano da chiudere portoncini e opere di finitura.
Non è un intervento qualsiasi. Il progetto, che in passato aveva rischiato di andare perso, è stato rimodulato e rimesso in carreggiata attraverso un lavoro di squadra tra ente, struttura tecnica, direzione generale, imprese e maestranze. «Questa è la sfida, ce la stiamo mettendo tutta», ha aggiunto Fasoli, richiamando anche la complessità di operare su più fronti contemporaneamente.
La posta in gioco va oltre il recupero edilizio. San Liborio è un quartiere molto popoloso, segnato negli anni da politiche urbane che hanno finito per spingere ai margini le periferie invece di ricucirle al resto della città. Qui il PINQUA prova a intervenire proprio su quel punto: restituire decoro, efficienza energetica e una diversa vivibilità a edifici che incidono direttamente sulla vita quotidiana di centinaia di famiglie.
Sul tavolo resta anche il nodo delle aree verdi attorno ai palazzi. Se si riuscirà a intervenire anche su quel fronte, il risultato potrebbe essere ancora più visibile: non solo facciate riqualificate, ma spazi esterni finalmente sottratti all’abbandono. È lì che si misurerà fino in fondo il senso dell’operazione: chiudere il cantiere entro i tempi e provare a riconsegnare a San Liborio non solo case sistemate ma un quartiere vivibile e a misura d’uomo, non più un “dormitorio”.
Intanto il colpo d’occhio è evidente e mentre vengono sistemati gli ultimi dettagli si pensa già al futuro, con nuovi progetti dedicati all’housing sociale e l’idea di una nuova sagoma a via Veneto che darebbe ossigeno e risposte ad una città dove i canoni di locazione sono sempre più rari e salati, con un mercato fagocitato dalla sempre più pressante richiesta e fioritura di case vacanza, B&B e quant’altro.
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