ottimo consiglio
11 Marzo 2026 - 11:58
Quando parliamo di cultura, dobbiamo sapere che già molto, direttamene o indirettamente, appartiene al nostro territorio. E non sarebbe male iniziare proprio da qui. Uno dei patrimoni culturali più significativi legati alla storia recente di Civitavecchia è il Fondo Ranalli.
Nato dalla volontà del senatore Giovanni Ranalli, figura di rilievo della vita politica e istituzionale cittadina, il Fondo è il risultato di una donazione privata, volta a lasciare alla comunità un’eredità culturale accessibile a tutti.
Il lascito comprende libri, documenti, opere d’arte e materiali di grande valore storico e culturale.
Tra i materiali custoditi figurano riproduzioni di libri rari e di pregio – come il Codice Atlantico di Leonardo – oltre a icone russe ottocentesche, oggetti d’antiquariato e numerosi contenuti audiovisivi. Un patrimonio che negli anni ha rappresentato non soltanto una collezione culturale, ma anche un punto di riferimento per attività educative, artistiche e di divulgazione rivolte alla cittadinanza e alle scuole.
Il Fondo trovò inizialmente spazio nei locali della scuola elementare “Cesare Laurenti”, dove è stato gestito per diversi anni dall’associazione di volontariato Amici del Fondo Ranalli – ODV. L’associazione ha promosso numerose iniziative culturali e didattiche; nel corso del tempo sono stati organizzati eventi, mostre, conferenze e progetti educativi che hanno coinvolto anche molti studenti della città.
Il Fondo Ranalli non dovrebbe esser visto soltanto una raccolta di materiali, ma come un vero e proprio strumento di promozione culturale e di valorizzazione dell’identità della città.
Dal 2021 però, il materiale non è più pienamente fruibile e sarebbe stato collocato in deposito.
Una situazione che ha sollevato preoccupazioni tra le associazioni culturali e molti cittadini.
Proprio su questo tema è intervenuto recentemente il consigliere comunale Massimiliano Grasso, attraverso una mozione presentata in Consiglio Comunale, per chiedere all’Amministrazione di individuare una sede adeguata e stabile per il Fondo Ranalli, rendendo l’intero lascito nuovamente accessibile al pubblico.
Nell’atto viene ricordato come questo pezzo di eredità del senatore rappresenti di fatto “un patrimonio di interesse storico e culturale per l’intera comunità” e come la sua valorizzazione possa diventare un’opportunità per rafforzare l’identità culturale della città e promuovere iniziative educative e sociali.
La proposta punta, dunque, a individuare spazi comunali idonei – tra le ipotesi anche quelli della scuola Cesare Laurenti o altre strutture pubbliche – per garantire una collocazione stabile e dignitosa al Fondo restituendone una centralità.
Questa vicenda pone una questione più ampia: la donazione del senatore Ranalli è stato un gesto di grande generosità nei confronti della città e della collettività.
È essenziale che chi ha l’onore di beneficiare di tali opportunità, una volta averle accettate, sia non solo all’altezza di conservarle, ma abbia anche la consapevolezza della responsabilità di farle vivere.
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