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Cerveteri, Multiservizi nel mirino: FdI chiede dibattito pubblico su mutuo, conti e piano industriale

Fratelli d'Italia chiede un confronto pubblico sulla Multiservizi: assenza di governance, mutuo da 650 mila euro e opacità sul presunto piano industriale

Cerveteri, Multiservizi nel mirino: FdI chiede dibattito pubblico su mutuo, conti e piano industriale

CERVETERI - Un dibattito pubblico sulla Multiservizi alla presenza dei suoi vertici. Questa la richiesta avanzata da Fratelli d'Italia all'ultimo consiglio comunale.

Tre i punti evidenziati: «Il primo è politico», spiegano da FdI: «La maggioranza oggi parla di "nuova governance" ma la verità è che la Multiservizi una governance vera non l'ha avuta per quasi tre anni. Solo poche settimane fa è stato finalmente nominato un direttore generale. Questo significa che per un periodo lunghissimo la società è rimasta senza una figura apicale essenziale, proprio mentre si accumulavano tensioni finanziarie, problemi di cassa, necessità di programmazione e scelte strategiche delicatissime. Lo stesso Gazzella, in aula, ha ammesso di aver fatto per settimane, forse mesi, “solo l’assessore alla Multiservizi” perché la situazione era complessa. Ed è esattamente questo il punto. La Multiservizi non è stata amministrata con lucidità e rigore. È stata tenuta in piedi alla giornata, con soluzioni tampone, scelte tardive e un assetto di vertice debole, intermittente o del tutto assente».

C'è poi «il mutuo da 650 mila euro. In aula Galli ha parlato apertamente di un finanziamento preso “per ristrutturare il debito”. Gazzella, invece, ha cercato di legarlo anche alle spese di investimento per la sesta farmacia, salvo poi spiegare che l’operazione è servita a trasformare debito di breve in debito di lungo periodo e a sostituire strumenti più costosi come l’anticipo POS”. Per FdI «il dato politico è chiarissimo: quel mutuo non racconta un’azienda in salute, racconta un’azienda con il fiato corto, che ha avuto bisogno di spostare in avanti nel tempo un problema di cassa».

Terzo punto: «Il cosiddetto “piano industriale”. Gazzella ha dovuto correggere se stesso, ammettendo che probabilmente il termine “piano industriale” era sbagliato e parlando invece di “una sorta di budget economico-finanziario” trasmesso al controllo analogo. Bene: il problema è che l’opposizione ha presentato plurime richieste di accesso agli atti e quel documento, che in base al racconto fatto in aula avrebbe dovuto emergere, non è mai stato prodotto. Quindi le possibilità sono due, e sono entrambe gravi: o quel documento non esiste nei termini in cui è stato raccontato, oppure esiste ma non è stato trasmesso e reso conoscibile come avrebbe dovuto. In un caso sarebbe propaganda. Nell’altro sarebbe opacità. In entrambi i casi, un problema enorme».

E poi ci sono i conti: «In aula si è parlato di 553 mila euro di disponibilità bancaria, di circa 400 mila euro di crediti, di 604 mila euro di impegni e oneri, di assenza di particolari motivi di preoccupazione. Ma usare questi numeri in modo isolato, come se bastassero da soli a rassicurare tutti, è un trucco vecchio. Perché dietro quei numeri restano i fatti: un mutuo acceso per 650 mila euro, una situazione che gli stessi esponenti di maggioranza descrivono come bisognosa di “ristrutturazione del debito”, una società che negli ultimi anni ha vissuto tensioni finanziarie evidenti e un socio pubblico che è intervenuto tardi e male».

Da qui la richiesta di un «incontro pubblico sulla Multiservizi alla presenza dei soggetti tecnicamente competenti». Per FdI si tratta di «un passaggio importante. Vedremo se questo invito sarà raccolto. Perché se davvero la situazione è quella rassicurante raccontata il 16 marzo, allora non dovrebbe esserci alcun problema a discuterne pubblicamente, dati e documenti alla mano. Se invece quell’invito verrà ignorato, sarà solo l’ennesima conferma di ciò che denunciamo da anni: sulla Multiservizi si preferisce parlare molto, ma chiarire poco».

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