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Referendum giustizia, “Vota Sì” riempie il San Giorgio: Delmastro a Civitavecchia

Sala piena e diretta streaming. Sul palco politica e contributi tecnici, collegamento dalla Germania con Paola Concia

Referendum giustizia, “Vota Sì” riempie il San Giorgio: Delmastro a Civitavecchia

Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro

Grande partecipazione al convegno “Vota Sì”, dedicato al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026, che si è tenuto ieri, mercoledì 4 marzo, all’Hotel San Giorgio alla presenza del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Sala piena, diretta e collegamento dall’estero per un appuntamento promosso da Fratelli d’Italia Civitavecchia e costruito come una scaletta serrata tra interventi politici e contributi tecnici.

Ad aprire i lavori è stato il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Paolo Iarlori, che ha inquadrato l’iniziativa come occasione di approfondimento sul merito della riforma e di mobilitazione in vista del voto. Nel corso dell’introduzione sono stati richiamati i tre pilastri indicati dagli organizzatori: separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, doppio Consiglio superiore e istituzione di un’Alta Corte disciplinare, con il sorteggio come meccanismo pensato per ridurre il peso delle correnti.

Un passaggio centrale è arrivato dal collegamento dalla Germania con Paola Concia, ex parlamentare del Partito democratico, che ha confermato la scelta per il rivendicando una posizione garantista. Concia ha portato anche un confronto con il modello tedesco, richiamando la separazione netta dei ruoli e alcune differenze organizzative, incluse regole più restrittive sulla comunicazione pubblica dei magistrati.

In sala hanno preso parola anche esponenti politici e amministratori locali. Sono intervenuti i consiglieri comunali FdI con Simona Galizia, Giancarlo Frascarelli e il capogruppo Massimiliano Grasso che ha definito il voto un passaggio storico e ha richiamato, oltre ai tre punti della riforma, il tema della responsabilità come nodo da affrontare in prospettiva.

Spazio anche al contributo di Alessandro Alario (Gioventù Nazionale), che ha sottolineato la rilevanza del referendum e rilanciato l’invito alla partecipazione al voto.

Intervento anche dell’avvocato Rocco Sofi, responsabile Giustizia FdI: ha richiamato dati su errori giudiziari e costi dei risarcimenti, rilanciando l’appello a votare Sì il 22-23 marzo.

La parte più istituzionale e politica è stata affidata al sottosegretario Andrea Delmastro, accolto da applausi. Nel suo intervento ha definito la riforma storica e ha respinto la lettura di un intervento contro la magistratura, puntando invece sul correntismo e sulla necessità di spezzare il meccanismo dell’autogoverno percepito come chiuso. Al centro della sua argomentazione il sorteggio e l’Alta Corte disciplinare, indicati come strumenti per ridurre condizionamenti e rendere più credibile il sistema. Delmastro ha poi lasciato la sala per un altro impegno, salutato dalla platea.

Dopo la sua uscita è stato proiettato un video con estratti di dichiarazioni del passato di figure note del dibattito pubblico, presentato dagli organizzatori come elemento di confronto sulle posizioni espresse negli anni su CSM e correnti. Quindi spazio agli interventi tecnici. Il costituzionalista Alessandro Sterpa (Università della Tuscia) ha contestato le obiezioni sul metodo richiamando la procedura costituzionale e sostenendo che l’obiettivo della riforma sia rafforzare la terzietà del giudice anche nelle fasi più delicate, a partire dalle misure cautelari.

A seguire, interventi dal mondo forense: l’avvocato Leonardo Montini Paciotta, presidente della Camera penale di Civitavecchia, ha insistito sul tema delle garanzie e sulla necessità di un giudice percepito come terzo fin dall’avvio delle indagini; l’avvocato Pierluigi Corradini, avvocato cassazionista, ha richiamato il rischio di un voto di appartenenza e l’importanza di discutere nel merito; l’avvocato Andrea Miroli, referente del comitato per il Sì della Camera penale, ha distinto tra riforma dell’ordinamento e tema dell’efficienza, ripercorrendo l’evoluzione verso il modello accusatorio per spiegare le ragioni della separazione dei ruoli.

A moderare l’incontro è stato l’avvocato Enrico Baldassari, responsabile del Dipartimento territoriale Giustizia di Fratelli d’Italia.

In chiusura è tornata Paola Concia, ribadendo la scelta per il e invitando a una comunicazione semplice, in grado di arrivare fuori dai circuiti degli addetti ai lavori. Il convegno si è concluso con i ringraziamenti ai relatori e l’appello finale a partecipare al voto e a proseguire la campagna sui territori nei giorni precedenti al referendum.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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