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Le ispezioni

Cibo a rischio nei ristoranti, blitz dei Nas: maxi sequestro e chiusura

Tre locali finiti nel mirino dei carabinieri: scattano anche sanzioni

Carabinieri Nas

Immagine creata con intelligenza artificiale

CERVETERI – Un fine settimana di controlli serrati si è tradotto in un bilancio pesante: un’attività chiusa, altre due sanzionate e quasi 800 chili di alimenti sottratti al consumo perché ritenuti non sicuri.

È questo l’esito dell’operazione condotta dai Nas insieme ai Carabinieri Forestali di Roma, impegnati in una serie di verifiche mirate alla tutela della salute pubblica e al rispetto delle normative nel settore della ristorazione.

Le ispezioni, effettuate nella giornata del 10 aprile tra il centro cittadino e le zone periferiche, hanno interessato diversi esercizi commerciali.

Sin dai primi sopralluoghi, i militari hanno riscontrato criticità diffuse, portando alla luce un quadro fatto di carenze igienico‑sanitarie, scarsa attenzione alla conservazione degli alimenti e, soprattutto, gravi lacune nella tracciabilità dei prodotti, in particolare delle carni.

Uno degli elementi centrali emersi riguarda proprio il mancato rispetto delle procedure previste dal sistema Haccp, fondamentale per garantire la sicurezza alimentare lungo tutta la filiera. In più casi, infatti, sarebbero state ignorate le norme basilari di gestione e controllo degli alimenti, con conseguenze potenzialmente rischiose per i consumatori.

Il provvedimento più severo ha riguardato una trattoria, per la quale è stata disposta la chiusura temporanea. Oltre alle evidenti carenze igieniche, i controlli hanno portato alla scoperta di un deposito abusivo utilizzato per lo stoccaggio di alimenti. All’interno sono stati sequestrati circa 190 chili di prodotti, tra cui carne di selvaggina priva di qualsiasi certificazione e diversi alimenti ormai oltre la data di conservazione, quindi non più idonei al consumo umano.

Non meno grave la situazione riscontrata in un secondo ristorante della zona, dove i militari hanno individuato circa sei quintali di alimenti conservati in condizioni non conformi o già scaduti. Il valore complessivo della merce sequestrata è stato stimato intorno ai 19mila euro, a testimonianza della portata delle irregolarità accertate.

Un terzo esercizio commerciale è stato invece oggetto di sanzioni amministrative per il mancato rispetto delle norme igieniche, pur senza arrivare alla chiusura dell’attività.

Tra gli aspetti che hanno destato maggiore preoccupazione negli investigatori c’è la presenza di carne di selvaggina non certificata. Un elemento che fa ipotizzare un possibile collegamento con attività di caccia illegale, oltre a rappresentare un serio pericolo per la salute dei clienti. Prodotti di questo tipo, infatti, possono essere veicolo di zoonosi, malattie trasmissibili dagli animali all’uomo, come la brucellosi, infezione batterica che può provocare sintomi come febbre alta, dolori muscolari e, nei casi più gravi, complicazioni sistemiche.

Proprio per la complessità e la delicatezza della situazione, l’operazione è stata condotta in stretta sinergia tra il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità e i Carabinieri Forestali Cites, specializzati nella tutela della biodiversità e nel contrasto ai reati legati allo sfruttamento illegale della fauna.

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