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Biodigestore, la mozione di Grasso e Mecozzi

I due gruppi consiliari sollecitano l'amministrazione comunale: «Il Comune rafforzi la difesa in giudizio»

Biodigestore, la mozione di Grasso e Mecozzi

Una mozione per chiedere chiarezza e per rafforzare la linea difensiva del Comune, chiedendo di «mantenere, rafforzare o integrare con proprie memorie – ove già attivata – la costituzione in giudizio del Comune, citato in qualità di parte controinteressata, in tutti i procedimenti amministrativi e giurisdizionali relativi all’impianto, assicurando una difesa piena dell’interesse pubblico locale». È quella sottoscritta dai capigruppo Massimiliano Grasso (Fratelli d’Italia) e Mirko Mecozzi (Lista Grasso), dopo l’accesso agli atti effettuato da quest’ultimo e il suo intervento di ieri sul biodigestore.

L’atto prende le mosse dal ricorso presentato da Ambyenta Lazio srl contro la Regione Lazio e sulla proroga del PAUR relativo all’impianto di produzione di biometano da Forsu in località Monna Felicita.

Come ricordato nella mozione, con determinazione del 25 novembre 2022 la Regione ha rilasciato il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale, comprensivo di VIA, AIA e Autorizzazione Unica ai sensi del D.Lgs. 387/2003.

Il nodo riguarda la proroga dei termini. La Città Metropolitana di Roma Capitale ha riconosciuto l’estensione dell’Autorizzazione Unica, mentre la Regione Lazio non ha ritenuto automatica l’estensione al PAUR, sostenendo la necessità di una specifica istruttoria. Una divergenza tra enti sovraordinati che, secondo i firmatari ed i relativi gruppi di appartenenza, incide sulla validità temporale complessiva del titolo autorizzativo.

Nella mozione si sottolinea come il Comune rappresenti “l’ente esponenziale diretto della comunità locale” e sia chiamato a tutelare in via primaria salute, ambiente e qualità della vita, in un territorio che ha storicamente sopportato un significativo carico ambientale e industriale. Viene richiamato anche il principio di precauzione, che impone alle amministrazioni pubbliche di adottare ogni misura utile in presenza di potenziali rischi ambientali e sanitari.

Da qui gli impegni richiesti al sindaco e alla giunta: oltre quello relativo alla costituzione in giudizio del Comune, anche quelli di porre in essere ogni ulteriore iniziativa amministrativa e giurisdizionale utile a contrastare la realizzazione dell’impianto; attivare un confronto formale con la Città Metropolitana per il riesame della posizione assunta sulla proroga e verificare un coordinamento con la Regione Lazio.

La mozione chiede inoltre la promozione di un tavolo interistituzionale tra Comune, Regione e Città Metropolitana per riesaminare complessivamente la sostenibilità territoriale dell’intervento, l’aggiornamento delle istruttorie sugli impatti ambientali cumulativi e sulla compatibilità sanitaria, e un informativa periodica al Consiglio comunale sugli sviluppi della vicenda.

Un atto politico che punta a tradurre in iniziative formali e concrete la contrarietà già espressa in diverse sedi.


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