Contenuti editoriali*

Cerca

il caso

Biodigestore a Civitavecchia, Città Metropolitana accelera e la Regione Lazio frena

Emanuela Mari (Fratelli d'Italia) ribadisce la contrarietà al megadigestore da 120mila tonnellate e sulla proroga dell'autorizzazione accusa Roma ed elogia l'operato della Pisana per il diniego e annuncia un'operazione verità su responsabilità e azioni concrete

Biodigestore a Civitavecchia, Città Metropolitana accelera e la Regione Lazio frena

La consigliera regionale Emanuela Mari

“Sul megadigestore da 120mila tonnellate la nostra storia come schieramento politico e la mia personale spiega chiaramente qual è la posizione. A dover spiegare invece qual è la propria posizione dovranno essere le forze politiche che sostengono Città Metropolitana, il cui ultimo atto dimostra invece la totale urgenza di piazzare questo progetto a Civitavecchia il più presto possibile”.

Così il consigliere regionale Emanuela Mari, di Fratelli d’Italia. Mari richiama le iniziative assunte negli anni scorsi, rivendicando la linea di opposizione al progetto: “La contrarietà all’impianto è stata dimostrata con i fatti durante tutta la giunta Tedesco: sia con atti amministrativi, vedi la revoca della concessione alla Lamer, sia con prese di posizioni pubbliche come le manifestazioni, sia dal punto di vista legale con i vari ricorsi che sono stati fatti”.

Nel mirino dell’esponente di FdI le recenti determinazioni di Città Metropolitana: “A Città Metropolitana è invece bastato un pugno di giorni per rispondere immediatamente di sì (3 settembre 2025 con nota prot. n. 0174391) alla richiesta di proroga dei termini da parte del soggetto proponente per la data di inizio dei lavori, dimostrando a chiarissime note a chi fa comodo venire a scaricare i propri rifiuti ai confini dell’impero”. Di segno opposto, secondo Mari, l’atteggiamento della Regione: “Ben altro l’atteggiamento della Regione Lazio guidata da Francesco Rocca, che ha negato la proroga (come da nota registro ufficiale 0874373 del 5 settembre scorso) subordinandola a una richiesta di integrazioni, tanto da vedersi impugnato l’atto. Confidiamo nel fatto che, a suffragio di tanti proclami, il Comune di Civitavecchia si ponga ad adiuvandum nei confronti di Regione Lazio e spenda le sue energie politiche per fare pressione su Roma Capitale affinché difenda gli interessi pubblici”.

Il consigliere annuncia infine un’iniziativa di approfondimento: “Intanto però annunciamo che stiamo preparando una vera e propria operazione verità su tutta la vicenda del biodigestore, non solo per far chiarezza su chi ha fatto cosa (e chi non lo ha fatto), ma soprattutto per capire quali azioni è possibile mettere in campo concretamente, senza alzare inutili polveroni che evidentemente giovano a chi rema contro le aspirazioni del territorio”, conclude Mari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia di Civitavecchia

Caratteri rimanenti: 400

Edicola digitale