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Sindaci e amministratori tornano alle urne per eleggere l’assemblea che resta in carica per due anni

Provincia, rinnovo del consiglio entro il 20 giugno

Lo stigma di Romoli sul mancato accoglimento della richiesta Upi sul prolungamento fino a ottobre

Provincia, rinnovo del consiglio entro il 20 giugno

È di nuovo tempo di elezioni in Provincia. Si è spento da poco l’eco del fruscio delle schede scrutinate a fine dicembre per il rinnovo del presidente, con la riconferma per un secondo mandato di Alessandro Romoli, che dietro l’angolo si profilano le urne a Palazzo Gentili. Il 20 marzo scade il termine del mandato di due anni del consiglio provinciale. E anche se le funzionalità assembleari possono proseguire per i tre mesi successivi, lìelettorato composto da sindaci, consiglieri e amministratori è di nuovo chiamato a votare per nominare i nuovi rappresentanti del territorio che siederanno in consiglio per il prossimo biennio. Nulla di nuovo sotto il sole, dal punto di vista delle norme che regolano le Provinciali, declassate a elezioni di secondo livello dalla legge Delrio che ha escluso la partecipazione dei cittadini. A fornire un aggiornamento in merito è stato lo stesso Romoli, che in qualità di presidente Upi Lazio, nei giorni scorsi ha partecipato al consiglio direttivo nazionale dell’Unione delle Province italiane. Il governo non ha accolto nel decreto Milleproroghe la richiesta Upi sul prolungamento del ruolo dei consigli provinciali fino al prossimo ottobre. Quindi «le elezioni per il rinnovo si terranno entro il 20 giugno» ha rimarcato Romoli. Il presidente dell’ente di via Saffi ha perciò espresso la volontà «di iniziare a intavolare un ragionamento con i capigruppo per capire quale data dover poi assumere per l'elezione del nuovo consiglio provinciale. Abbiamo la necessità di fissare il giorno per poter poi avviare tutta la macchina organizzativa con le relative incombenze e adempimenti».

Sempre in riferimento a quanto emerso in sede di direttivo Upi, Romoli ha specificato che «permane invece la deroga a 1 anno e mezzo dalla fine del mandato nella carica di sindaco. Quindi anche i primi cittadini o gli amministratori che vanno a scadenza nel prossimo giugno, ma anche nel prossimo anno, potranno accedere alla candidatura come consigliere».
Candidatura a cui possono concorrere tutti i sindaci, i consiglieri comunali e gli assessori, purché non esterni. Le modalità elettorali sono le stesse adottate per il rinnovo del presidente. A differenza della consultazione di dicembre dove c’era un’unica lista essendoci una sola candidatura, per l’assemblea consiliare ogni schieramento politico presenterà una propria lista con i rispettivi candidati. L’Upi nazionale, che da tempo porta avanti una battaglia per riformare la Delrio, inoltre continua a incalzare soprattutto su due elementi che considera fondamentali. Il “ripristino” della giunta provinciale per dare al presidente “la possibilità di dotarsi di un organo esecutivo che aiuterebbe nella gestione dell’ente” e la parificazione della durata di mandato tra il consiglio e il presidente. Attualmente il vertice resta alla guida della Provincia per 4 anni mentre i consiglieri per un biennio. «Queste continue elezioni - ha stigmatizzato Romoli - non danno modo ai consiglieri, al di là di chi ricopre questo ruolo da tanti anni, di impratichirsi. Uno non fa in tempo ad arrivare e imparare un po’ a capire quella che è l'attività amministrativa svolta dall'ente che subito ci sono le elezioni. Due anni sono effettivamente troppo corti».

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