Racconti dell'aria
Ancora riflettori sulle prestazioni a disposizione degli utenti nella struttura sull’Aurelia dopo l’avvio dei cantieri
19 Gennaio 2025 - 09:00
25 Febbraio 2026 - 22:16
LADISPOLI - "Si prega di non suonare. Il Ptcp (punto territoriale di cure primarie) adesso denominato "ambulatorio di cure primarie", si è trasferito nel container presso il parcheggio posteriore". È racchiusa tutto il questo messaggio e nell'elenco dei "sintomi" che l'ambulatorio di cure primarie gestisce, la preoccupazione prima dei cittadini e poi dei consiglieri comunali di opposizione che hanno deciso di effettuare un sopralluogo all'ex pit di Ladispoli. Ad allarmare non sono certamente i cantieri per la realizzazione dell'ospedale e della casa di comunità, ma il «depotenziamento» - proprio come evidenzia il consigliere Pd Crescenzo Paliotta - del Ptcp. In sostanza, in base alle indicazioni contenute nella brochure, da oggi si accede a quello che a conti fatti non è «né più né meno di un ambulatorio come quello del medico di famiglia» o di «una guardia medica».
Ed è proprio su questo aspetto che il consigliere dem si sofferma: «Il Ptcp gestiva sostanzialmente i codici bianchi». E per semplificare la spiegazione Paliotta pone l'esempio: quello di un sospetto di colica renale. «Ci si recava al pit, il paziente veniva fatto sdraiare sul lettino e gli si iniettava, ad esempio un toradol. Dopo mezz'ora magari i sintomi passavano e gli operatori del Pit rilasciavano un report rimandando poi il paziente al medico di base per ulteriori controlli». Tutto lavoro in meno per i pronto soccorso degli ospedali che grazie a questi presidi territoriali venivano alleggeriti dal carico dei codici bianchi: circa 500 al mese secondo i calcoli del consigliere. «Il pit aveva 12mila accessi all'anno - spiega infatti Paliotta - mille al mese. Di questi almeno la metà erano codici bianchi». Ora, con il «depotenziamento» del presidio, «tutti questi codici bianchi dove andranno? Nei pronto soccorso degli ospedali...». Un vero e proprio problema per gli operatori sanitari che vedranno aumentare gli accessi «rispetto a prima» e un problema per i residenti del territorio che, oltre a non avere una struttura ospedaliera, non avranno più nemmeno questo tipo di punto di riferimento.
Ora, però, bisognerà capire se il declassamento è solo temporaneo o rischia di diventare permanente. «Abbiamo chiesto un incontro alla Asl per chiedere come mai il Ptcp è diventato un ambulatorio e soprattutto quanto durerà questo cambiamento».
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