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Caso Ruby, Nicole Minetti graziata da Mattarella "per motivi umanitari"

Caso Ruby, Nicole Minetti graziata da Mattarella "per motivi umanitari"

(Adnkronos) -
Nicole Minetti, l’ex igienista dentale e Consigliera Regionale lombarda condannata nell’ambito del processo 'Ruby bis' (le cosiddette cene eleganti), é stata graziata dal Presidente della Repubblica. La notizia, annunciata in un post sui social dal conduttore di 'Mi Manda Rai3', Federico Ruffo, è stata confermata dal Quirinale. Minetti era stata condannata in via definitiva a 1 anno e un mese per peculato e a 2 anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione. 

 

In un post sui social il conduttore di 'Mi Manda Rai3', Federico Ruffo, aveva annunciato che "il provvedimento di grazia, giunto per motivi umanitari, é stato rilasciato nelle scorse settimane con il parere positivo del Ministro della Giustizia Nordio e quello del Procuratore Capo della Corte d’Appello". "Questa mattina l’anticipazione (alle 8:30 circa) su #mimandaraitre e sul @ilfattoquotidianoit , domani l’inchiesta integrale di @florianabulfon durante la puntata di Mi Manda RaiTre", ha aggiunto. 

“La concessione dell’atto di clemenza –in favore del quale si è espresso il competente Procuratore generale della Corte d’appello in un ampio parere- si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati", precisa l'Ufficio stampa del Quirinale. "La normativa a tutela dei dati sensibili dei minori -prosegue il comunicato- non consente di rendere noti dettagli sulle condizioni di salute del minore”. 

"Accogliamo con rispetto istituzionale il provvedimento adottato, che si inserisce nel quadro ordinamentale della clemenza individuale, previsto per situazioni eccezionali e valutate rigorosamente in concreto. In casi analoghi, scelte di questa natura restano normalmente confinate alla dimensione personale e familiare, senza una particolare esposizione pubblica", affermano gli avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra. 

Il provvedimento "si colloca nel pieno solco dell’istituto costituzionale della clemenza individuale e si fonda su una valutazione in concreto dei presupposti della vicenda", come rappresentati nell’istanza presentata dai legali. In particolare, sono stati posti a fondamento della domanda, si legge nella nota: "straordinari profili umanitari, connessi alla tutela della salute e alla condizione di particolare vulnerabilità di un minore, rispetto alla quale si chiede il massimo, dovuto riserbo; la necessità di assicurare continuità di cura e stabilità familiare, evitando effetti indiretti sproporzionati su soggetti terzi; la distanza temporale e conseguente verifica dell’attualità della funzione rieducativa della pena residua; gli elementi di responsabilizzazione personale e reinserimento sociale maturati nel tempo".  

I legali rinnovano l’invito "al massimo riserbo, in particolare sulla posizione del minore. Ove la risonanza mediatica dovesse tradursi in un pregiudizio concreto per la dignità, la riservatezza e la serenità della vita familiare della Minetti - e, soprattutto, per la tutela del minore - ci riserviamo ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti a tutela dei diritti coinvolti". 

 


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