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"Porta aperta ma casse chiuse, negata soluzione fisiologica per mio figlio di due anni"

La denuncia di Valerio Mariani che chiama in causa la farmacia comunale di via Luigi Dasti

"Porta aperta ma casse chiuse, negata soluzione fisiologica per mio figlio di due anni"

Farmacia comunale Tarquinia

Una serata che doveva risolversi in pochi minuti si è trasformata in un’odissea burocratica e in un profondo senso di impotenza per un cittadino di Tarquinia. Al centro della vicenda, avvenuta presso la Farmacia comunale di via Luigi Dasti, c’è la denuncia di Valerio Mariani, che lamenta "un grave episodio di disservizio e mancanza di sensibilità da parte del personale di turno".

I fatti

Sono circa le 19:15. Mariani entra nei locali della farmacia, regolarmente aperti al pubblico dato che l’orario di chiusura ufficiale è fissato per le 19:30. La necessità è urgente: un flacone di soluzione fisiologica per il figlio di meno di due anni, colpito da una forte congestione respiratoria che ne rende difficile la nanna e il riposo.

Secondo quanto riferito dall'uomo, nonostante fosse già all'interno e il servizio risultasse attivo, il personale si sarebbe rifiutato di concludere la vendita. Il motivo? Le procedure di chiusura contabile sarebbero già state avviate.

Il nodo dei pagamenti e il diniego

"Mi è stato comunicato che le casse erano già chiuse e che l'unico metodo di pagamento accettabile sarebbe stato il bancomat", spiega Mariani nella sua segnalazione. "Di fatto, è stata rifiutata moneta avente corso legale. Ho mostrato una banconota da 50 euro mentre servivano il cliente precedente, ma la risposta è stata un invito, ripetuto più volte, a tornare l'indomani mattina".

Il paradosso sottolineato dal cittadino è il tempo perso nel discutere: "Trovo inaccettabile che in una farmacia pubblica si dia priorità alla chiusura dei conti rispetto alla salute di un bambino in difficoltà. Si sono persi minuti preziosi tra scuse e atteggiamenti dilatori, quando la vendita di un presidio sanitario così semplice avrebbe richiesto pochi istanti".

La battaglia legale e le telecamere

Valerio Mariani non ha intenzione di lasciar cadere la questione. Ha già provveduto a inviare un formale reclamo via PEC indirizzato al Comune di Tarquinia e alla Multiservizi, l'ente che gestisce le farmacie comunali. Nella missiva, viene chiesta esplicitamente la verifica dei filmati di videosorveglianza, che confermerebbero l'orario di ingresso dell'uomo nei locali e il successivo diniego subito nonostante la struttura fosse ancora operativa.

Un caso di interesse pubblico

La vicenda solleva interrogativi importanti sulla gestione dei servizi essenziali. Una farmacia comunale, per sua natura, riveste una funzione sociale e di pubblica utilità che dovrebbe andare oltre le rigide procedure amministrative di fine giornata, specialmente quando si tratta di salute pediatrica.

"Resto a disposizione per approfondimenti", conclude Mariani, "ma credo sia doveroso dare spazio a questa vicenda affinché episodi simili, figli di una burocrazia che calpesta il buonsenso, non tornino a ripetersi ai danni di altri cittadini".

Ora la palla passa alla Multiservizi e all'Amministrazione Comunale, chiamate a fare chiarezza su quanto accaduto in quei quindici minuti finali di turno in via Luigi Dasti.

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