Milano, 22 gen. (Adnkronos) - "Non vogliamo alimentare polemiche, ma siamo tutti in grado di distinguere tra appunti e dichiarazione di provata responsabilità penale dell’imputato. Quindi sorge la domanda: noi e il presidente del Tribunale abbiamo visto gli stessi fogli?". A chiederselo sono gli avvocati di Milano Paolo Cassamagnaghi e Roberta Ligotti che ieri hanno ricusato il collegio dopo aver trovato in aula un documento scritto in cui si 'preannunciava' il verdetto nei confronti del proprio assistito, accusato di violenza sessuale aggravata. "Perché quando la difesa ha chiesto di leggere quelle pagine pubblicamente in aula, il collegio si é rifiutato di fronte a pm, avvocati presenti, cancelliere, assistenti, imputato e familiari, portandole in camera di consiglio. In quelle pagine, poi definite 'schema di proposta di valutazione' era già ritenuta attendibile la persona offesa ancor prima dell’esame dell’esperto incaricato per una valutazione della sua attendibilità" sostiene la difesa. "Ciò purtroppo confermerebbe anche quella tendenza, prediletta e diffusa, di validare a prescindere le dichiarazioni di chi denuncia un reato da codice rosso" concludono i due avvocati. Il Presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia ha accolto la richiesta di astensione del collegio - definendo il documento un semplice riassunto scritto da un solo componente del collegio - e ha affidato il caso ad altri giudici, mentre il documento scritto a mano è stato sigillato in una busta per evitare potenziali ulteriori letture.
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