Roma, 21 gen. (Adnkronos) - “Siamo qui perché anni fa chi si occupava del doping in Italia era una struttura interna al Coni. Nel giro di poco tempo ci si è resi conto, come sa bene Maurizio Casasco, che tutto ciò non era regolare, in quanto il ‘controllore’ non può combaciare con la figura del ‘controllato’. L’anello mancante era l’ubicazione: il laboratorio si trovava nella Centro di Preparazione Olimpica del Coni, creando un problema anche riferito agli spazi. Con le Olimpiadi e le Paralimpiadi abbiamo oggi a disposizione un mondo di persone a cui fare i complimenti per il salto di qualità”. Così il Presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026 ed ex Presidente del Coni Giovanni Malagò, partecipando oggi a Roma alla conferenza stampa di presentazione dell’accreditamento olimpico del nuovo Laboratorio Antidoping, presso il sito in via delle Rupicole. Dal punto di vista logistico “la strada da percorrere era molto stretta. Abbiamo ricevuto fiducia e non era scontato che l’avessimo. Il risultato è quello di riuscire ad elaborare fino a venti-trenta volte il numero di provette che analizzavamo prima, con un vantaggio di tempistica evidentissimo. A proposito dell’ubicazione voglio benedire la scelta di questo quadrante, dato che siamo vicini agli snodi di raccordo stradale e ferroviario e il plesso finisce per riqualificare un quadrante periferico di Roma”, ha concluso Malagò.
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